lunedì 21 settembre 2020
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NEWS 24 aprile 2014    
L’ansia di Serghei Chapnin: «C’è una bella differenza fra “ritorno della fede” e “ritorno della Russia”»

La necessità di dare un “giudizio morale” sul passato sovietico, recuperare il rispetto per la persona, insegnare ai giovani la libertà di pensiero cristiana e dare maggiore impulso alla “missione interna” della Chiesa, spiegando ai fedeli il significato vero del magistero. Sono queste alcune delle sfide più grandi che la società e la Chiesa ortodossa in Russia devono affrontare in questo momento, secondo il giornalista Serghei Chapnin, direttore della Rivista del Patriarcato di Mosca (17mila copie di tiratura su abbonamento in tutto il Paese), il mensile che racconta la vita pastorale della Chiesa e rilancia gli interventi dei vertici ecclesiastici.

Autore di un recente saggio dal titolo La Chiesa nella Russia post-sovietica, Chapnin sostiene che il problema della Russia oggi - dalla società alla politica, fino alla fede - è non essersi ancora liberata della mentalità sovietica: guarda con preoccupazione a un “ritorno dell'Urss” tra le nuove generazioni, ai pressanti richiami al “rispetto dei valori tradizionali” lanciati dalla leadership del Paese e al progetto del Cremlino di fondare una “politica culturale di Stato”, che rischia di diventare ideologia di regime.

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