mercoledì 04 agosto 2021
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NEWS 11 giugno 2021    di Giuliano Guzzo

Le deviazioni di Joe Biden dalla dottrina cattolica

President Biden’s Policies: Departures from Catholic Teachings. Si intitolano così le otto, dense pagine di un nuovo report a cura della Catholic League for Religious and Civil Rights – organizzazione cattolica americana attiva dal 1973 in difesa del diritto dei cattolici di partecipare alla vita pubblica senza discriminazioni – riguardanti i primi mesi della presidenza del cattolico Joe Biden.

Sì, perché il cuore di questo documento – che, ha fatto sapere Bill Donohue, presidente della Catholic League, è già stato trasmesso a tutti i vescovi americani – sono le «deviazioni» dalla dottrina cattolica dell’inquilino della Casa Bianca. Sbandate che, in pochi mesi alla guida degli Stati Uniti, sono risultate particolarmente numerose: oltre 30, per la precisione.

Così, nel rapporto – che va ad alimentare il dilemma già avanzato dal TimonePuò o non può un politico cattolico che sostiene l’aborto fare la Comunione?») – troviamo le posizioni di Biden a favore dei baby transgender; ordini esecutivi che impongono di trattare l’orientamento sessuale e l’identità di genere come categorie protette; decisioni per tornare a rafforzare i finanziamenti internazionali abortisti per la pianificazione familiare; rimozioni delle vigenti restrizioni di ricerca sui tessuti fetali umani; contrasti alle leggi per vietare l’aborto a nascita parziale.

Insomma, c’è davvero di tutto, purtroppo, nell’operato del presidente democratico e della sua Amministrazione. Il che era in larga parte prevedibile, se si pensa che svariati sacerdoti cattolico negavano al presidente attuale la santa comunione ancora quando questi presidente non era. Resta abbastanza celebre, in proposito, quanto accaduto nell’ottobre 2019 quando Biden, fermatosi alla Chiesa cattolica di Sant’Antonio a Florence, si vide negare appunto la Comunione dal reverendo Robert E. Morey. Un diniego, in quel caso, motivato dell’abortismo risaputo e mai rinnegato da parte di Joe Biden.

Il punto è che, da allora, come dimostra appunto il report del Catholic League, le cose sono peggiorate molto e le «deviazioni» bideniane si sono moltiplicate. Ciò nonostante, c’è comunque una parte del mondo cattolico che difende le prese di posizione del presidente affermando – ha fatto presente, abbastanza incredulo, Bill Donohue – che «non sono solo i vescovi a sbagliare, anche il Catechismo della Chiesa cattolica lo è». C’è dunque chi arriva a giustificare l’ingiustificabile, pur di salvare la faccia al presidente in carica. Da questo punto di vista, sembra di rivivere un film tristemente già visto in Italai, ossia quello di Romano Prodi che, anni addietro, si definì «cattolico adulto» per motivare le proprie posizioni sui temi bioetici non esattamente collimanti con la dottrina, per usare un eufemismo.

Peccato che non solo il cattolicesimo «adulto» sia una categoria inventata di sana pianta, senza cioè alcuna teologica, ma che sia lo stesso Vangelo ad esortare tutti gli adulti a «diventare come bambini» per aspirare al Regno dei Cieli. Ma ci sarà anche, su questo, chi replicherà che ai tempi di Gesù «non c’erano registratori» per cui ogni passo evangelico va preso con le molle. Insomma, per chi vuole calpestare la dottrina cattolica le scappatoie verbali non mancano. Ma la verità morale, purtroppo per chi ricorre a simili mezzucci, non cambia, non è soggetta a sondaggi né risente del fluttuare dei consensi. Anzi, spesso, lo insegna l’esperienza, si annida proprio là dove i consensi scarseggiano. Qualcuno lo dica anche a Biden.


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