mercoledì 28 ottobre 2020
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NEWS 25 ottobre 2017    
Le parole sempre attuali del card. Arinze: «No a liturgie creative, il posto degli showmen non è in chiesa»
Una commento schietto del cardinale Francis Arinze, già prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, sulle liturgie creative. Parole di qualche anno fa, ma che vale la pena ogni tanto riascoltare.
 
«La liturgia deve essere celebrata come il culto pubblico della Chiesa, non la preghiera privata di qualcuno che aggiunge o sottrae come a lui piace. Siccome è la preghiera a nome della Chiesa e la persona principale che prega è Gesù Cristo allora merita la massima attenzione. Se anche nel calcio ci sono regole, non si può fare gol da qualunque angolo come uno vuole, mano piedi… questo è soltanto per un buon ordine di gioco. Ma la liturgia non è gioco, è servizio di Dio, perciò merita fede, merita obbedienza, merita compostezza, rispetto… la celebrazione manifesta la nostra fede perché come la Chiesa dice, lex orandi, lex credendi: la legge della fede dirige la legge del culto. La Chiesa celebra come crede. Chi vede come celebriamo deve subito scoprire ciò che noi crediamo. Ecco che la Messa fai-da-te non si deve mai fare. Se qualcuno vuole fare scherzo, c’è posto per scherzo, ci sono posti per giochi, ci sono sale per dimostrazione. Se uno è showman lui può fare show, ma non in chiesa».

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