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NEWS 28 agosto 2014    
L’eugenetica di Richard Dawkins è perfettamente darwinista. Non dirlo è disinformazione pura

«Cosa dovrei fare se fossi incinta di un bambino con la sindrome di Down?» A questa domanda il noto divulgatore scientifico Richard Dawkins ha prontamente risposto via Twitter: «Abortisci e tenta di nuovo. Sarebbe immorale metterlo al mondo se puoi scegliere». È scoppiato il putiferio. Ma perché scandalizzarsi così? La frase di Dawkins è infatti perfettamente in linea con il suo credo evoluzionista. Non, cioè, come qualcuno dice logica conseguenza del suo ateismo. E la cosa è ovviamente assai più grave.

Perché se per dire cose così bastasse non avere la fede, allora tutto sarebbe, per quanto triste e increscioso, una posizione filosofica ed etica personale di Dawkins. Ma se, come è, la posizione eugenetica sostenuta apertamente da Dawkins è il frutto delle “fredde” deduzioni “scientifiche” che egli trae dalle premesse darwiniste da cui parte, ne consegue allora che il dogma evoluzionistico porta direttamente, inequivocabilmente e incontrovertibilmente all’eugenetica. Oltre che essere l’eugenetica spacciata in pubblico come “verità” e “necessità” scientifica.

L’idea, infatti, che il feto umano non sia altro che un animale a una fase meno evoluta della nostra è uno dei presupposti dell’evoluzionismo più logoro, formulata da un altro grande sostenitore dello stesso, quell’Ernst Haeckel che, poco dopo la pubblicazione dell’Origine delle specie di Charles Darwin, propose la teoria della ricapitolazione che doveva essere un conferma proprio della teoria darwiniana. La teoria della ricapitolazione sostiene che nello sviluppo embrionale vengono ripercorse la fasi dello sviluppo evolutivo, come rappresentato in una famosa tavola da lui stesso proposta.

Per inciso, la “teoria della ricapitolazione” si è poi rivelata errata, così come si è appurato che le somiglianze tra feti animali e umani in stadi diversi descritte da Haeckel (la sua famosa e popolare tabella) erano frutto di mera frode, anche se ciò non ha impedito che la teoria venisse insegnata come vera (con molti che ancora la ritengono tale) e la tabella spesso e volentieri pubblicata come autentica.

Insomma, evitando di ricordare che le frasi assurde e cattive proferite da Dawkins provengono dalla sua visione darwinista, si fornisce un’immagine alterata dell’intera questione. Si impedisce cioè al pubblico di comprendere che le conclusioni di Dawkins possono essere o no condivise, ma che sono comunque la logica applicazione della visione darwinista che nell’ateismo di Dawkins diventa ideologia di riferimento.

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