lunedì 21 settembre 2020
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NEWS 4 aprile 2014    
L’Europa che ci aspetta: uova e feci contro i genitori in piazza per dire no al gender nelle scuole

di Benedetta Frigerio

Già a gennaio la decisione del governo regionale di Verdi e Spd del Land tedesco Baden-Württemberg di inserire nei programmi scolastici del 2015 delle lezioni di “Educazione alla diversità sessuale” aveva fatto sobbalzare molti. Sia la Chiesa cattolica sia quella luterana, leggendo il programma, avevano colto un chiaro intendo di «ideologizzazione e indottrinamento, nel delicato settore dell’identità sessuale e degli stili di vita personali e familiari connessi». Il 22 marzo un gruppo di genitori ha organizzato a Colonia una manifestazione, ma i circa mille manifestanti sono stati bloccati da una controprotesta descritta come «estremamente offensiva» dall’Observatory on Intolerance and Discrimination against Christians, un osservatorio membro della piattaforma dell’Agenzia per i diritti fondamentali dell’Unione Europea, che ha denunciato il fatto.


UOVA E FECI. Il corteo si sarebbe dovuto spostare per la città, ma una folla aggressiva ha cominciato a «insultare i genitori, lanciando bombe di vernice e attaccando fisicamente il gruppo pacifico». Testimoni oculari hanno descritto la scena così: «Gli hanno sputato addosso, hanno lanciato loro uova e sacchetti con feci o vernice». Anche i cavi per gli altoparlanti sono stati strappati e, a causa della contestazione, è stato impossibile far parlare dal palco tutti i relatori previsti. Oltre ai cavi sono state strappate anche «le pagine dalla Bibbia, usate come carta igienica, appallottolate e gettate ai genitori». I cristiani presenti sono stati «profondamente feriti da questi atti». Alcuni uomini del servizio d’ordine sono stati accecati dagli spray al pepe.


IL DIRITTO NEGATO. Parecchi dei presenti hanno riferito di essere rimasti impressionati «dalla quantità di odio e dalla inattività della polizia, mentre il loro credo religioso veniva gravemente ferito». Molti dei genitori con bambini si erano allontanati immediatamente, non sentendosi più al sicuro, mentre «la polizia – continua il rapporto – ha esortato gli organizzatori a porre fine alla manifestazione, per “evitare l’escalation”». Ma i promotori della manifestazione hanno espresso delusione per il mancato sostegno da parte delle forze dell’ordine nel difendere «un diritto fondamentale, come quello di assemblea».


UN SECONDO FINE. Forse la polizia non si aspettava una tale violenza, «ma noi avevamo preventivamente espresso le nostre preoccupazioni a questo riguardo», hanno assicurato i presenti. Secondo il portale di informazioni tedesco The Local, chi difende il nuovo programma di educazione sessuale intende solo «promuovere la tolleranza delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuali». Ma i critici hanno lanciato una petizione che ha raccolto 200mila firme fra genitori e insegnanti che intendono bloccare l’iniziativa ministeriale per l’insegnamento della teoria del gender nelle scuole.

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