martedì 31 gennaio 2023
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NEWS 13 Ottobre 2015    

L’operazione controrivoluzionaria del card. Angelo Scola al Sinodo sulla famiglia

di Michele Brambilla

 

Lunedì 5 ottobre anche l’arcivescovo di Milano raggiunge Roma per il Sinodo ordinario sulla famiglia. Terrà settimanalmente informati i fedeli ambrosiani dei lavori con una rubrica sulle pagine diocesane di Avvenire.

Il Sinodo 2015 privilegia i cosiddetti “circoli minori”, creati per lingua e tipologia d’interesse, a cui sono affidate singole parti delle materie da trattare. Il card. Scola è, come nel 2014, tra i moderatori di circoli non solo italiani, ma anche di lingua francese.

Nella “prima puntata” della sua rubrica il card. Scola descrive bene i sentimenti con i quali i vescovi di tutto il mondo convergono a Roma. Puntualizza subito che

l’Assemblea sinodale non è un luogo di decisione, ma un ambito di condivisione, di comunione tra vescovi delle Chiese del mondo intero a cui il Papa domanda consiglio su temi particolarmente urgenti per la vita della Chiesa”.

Lo scopo del Sinodo ordinario sarà calarsi all’interno della dottrina cattolica sulla famiglia non per alterarla, ma per  approfondirla e farla risplendere ancora di più nel contesto contemporaneo.

Ad Assisi aveva paragonato i rivolgimenti dei nostri tempi ai travagli dell’epoca di S. Francesco. Lo preoccupa che

molti fondamenti del vivere civile che per secoli hanno regolato l’umana convivenza sono oggi messi in questione: è un dato di fatto. Penso al significato del vero, del buono, del bello, al senso della vita e della morte, del matrimonio, della famiglia, dell’identità religiosa e culturale di una nazione, del rapporto con l’ambiente, della costruzione di un solido e durevole equilibrio tra pace, sviluppo e giustizia”.

L’arcivescovo non entra nelle polemiche di questi giorni, anche se parla di una pressione mediatica che avrebbe oscurato lo scopo autentico del Sinodo. Ci tiene, piuttosto, ad indicare quale sarebbe un suo desiderio.

Occorre approfondire il nesso fede-matrimonio, il significato della natura sacramentale del matrimonio e il perché il matrimonio non si possa appiattire su una sorta di “contratto naturale””,

combattendo così anche quella visione formalistica, fisiologica e “di convenienza”, frutto dell’Illuminismo e del Romanticismo, che sta alla base, per esempio, dell’introduzione del matrimonio civile nell’Ottocento.

Le origini della crisi della famiglia si radicano nello sviluppo del processo rivoluzionario che da Lutero in poi, con un’accelerazione dopo il 1789, ha dissolto la Christianitas europea attaccando, tra le altre cose, il valore salvifico dei Sacramenti ed indebolendo l’autorevolezza, agli occhi della gente comune, di qualsiasi autorità. Uscendo dalla stretta contemporaneità, l’arcivescovo denuncia che follie come il gender vengono dopo secoli di altre alterazioni, che le hanno preparate. Nell’attacco “al vero, al buono ed al bello” il card. Scola ha ben individuato il pilastro portante non solo di questa fase eversiva, ma della Rivoluzione nella sua integralità. Che cos’è la Rivoluzione, se non un odio implacabile verso il piano del Creatore, ovvero contro tutto ciò che di bello, buono e giusto Dio ha seminato nel mondo?

Il Sinodo ordinario si pone come obbiettivo quello di scavare nei fondamentali più ancora di quello straordinario (2014), poiché la Chiesa ha compreso che sono proprio essi ad essere messi in discussione nel mondo contemporaneo. Si tratta di un’operazione controrivoluzionaria. E’ questo che molti giornalisti, presi nella loro agenda liberal, si ostinano a non capire. O hanno compreso fin troppo bene.