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NEWS 6 Maggio 2022    di Redazione

L’Ue dimentica ancora una volta i cristiani perseguitati

Martedì il Parlamento europeo ha votato a favore di un rapporto sulla persecuzione delle minoranze religiose fortemente criticato dalla Chiesa cattolica. I membri dell’organo legislativo dell’Unione europea hanno formalmente adottato il rapporto Persecuzione delle minoranze per motivi di credo o religione, in una sessione plenaria a Strasburgo, in Francia, il 3 maggio.

Il gruppo giuridico cristiano ADF International ha affermato che la bozza originale aveva messo in evidenza l’entità della persecuzione anticristiana nel mondo; ma la commissione per gli affari esteri del Parlamento europeo ha apportato delle modifiche sostanziali al testo. «La persecuzione dei cristiani in Medio Oriente e in Africa è stata omessa e tutti i riferimenti ai cristiani, tranne uno, sono stati cancellati», ha affermato ADF International. «Il rapporto include riferimenti multipli che enfatizzano le protezioni per le minoranze di credo ateo, laico o umanista».

La votazione si è svolta dopo che la Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea (Comece) ha suggerito che il rapporto tratta i diritti alla libertà di pensiero, coscienza e religione e il diritto alla vita come “diritti di seconda classe”.

Il segretario generale della Comece, padre Manuel Enrique Barrios Prieto, ha affermato il 3 maggio:

«Il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione, così come il diritto intrinseco alla vita, sono diritti umani fondamentali riconosciuti dal diritto internazionale. Sono al di sopra del consenso politico, poiché la loro fonte diretta è l’inalienabile dignità umana di ogni essere umano. È responsabilità e dovere delle autorità politiche, compreso il Parlamento europeo, proteggerli, difenderli e promuoverli in tutto il mondo, così come tutti gli altri diritti umani riconosciuti a livello internazionale radicati nella dignità umana sancita dalla Carta internazionale dei diritti umani.

Qualsiasi tentativo di minare il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione e il diritto alla vita attraverso interpretazioni abusive che ne limitano indebitamente la portata legittima o di sottoporli a “cosiddetti diritti umani” di nuova creazione e non consensuali, compreso l’aborto, costituisce una grave violazione del diritto internazionale che scredita l’Unione europea davanti alla comunità internazionale e davanti a milioni di cittadini europei.

Inoltre, questa proposta di risoluzione, nella sua attuale formulazione, non sarà di aiuto per milioni di credenti religiosi che sono vittime di persecuzioni a causa della loro fede, in particolare donne e ragazze vulnerabili, poiché la loro situazione sarà oscurata e resa invisibile dando priorità ad altri interessi politici».

Adina Portaru, consulente senior di ADF International a Bruxelles, in Belgio, ha affermato che il testo ha anche minato il ruolo dell’inviato dell’Ue per la libertà religiosa, che è diventato vacante nel settembre 2021. Il rapporto adottato chiede «una valutazione trasparente e completa dell’efficacia e del valore aggiunto della posizione dell’inviato speciale». Aggiunge che l’inviato dovrebbe concentrarsi anche sui «diritti alla non credenza, all’apostasia e all’adozione di opinioni atee, prestando anche attenzione alla situazione dei non credenti a rischio».

Portaru ha dichiarato: «Ci rammarichiamo che il rapporto non richieda alla Commissione europea di adottare tutte le misure necessarie per nominare un nuovo inviato speciale. L’inviato speciale ha svolto un ruolo cruciale nel portare alla luce gli orrori della persecuzione religiosa a livello europeo. Il ruolo ha creato consapevolezza su alcune delle peggiori e persistenti violazioni dei diritti fondamentali nel mondo e ha contribuito a concentrare gli sforzi dell’UE per contrastarle. L’UE non dovrebbe solo continuare, ma anche intensificare gli sforzi per proteggere la libertà di religione o di credo in tutto il mondo. La riconferma di un Inviato speciale per la promozione della libertà di religione o di credo al di fuori dell’UE è ora più che mai necessaria».

Il Parlamento europeo è già stato accusato di ignorare la difficile situazione della minoranza cristiana in Afghanistan in una risoluzione sul Paese dell’Asia meridionale adottata nel settembre 2021. L’unica istituzione dell’UE eletta direttamente ha anche affrontato le critiche dei cattolici per la sua difesa dell’aborto. Nel giugno 2021 ha, infatti, votato a favore di un rapporto che descrive la pratica dell’aborto come “assistenza sanitaria essenziale” e cerca di ridefinire l’obiezione di coscienza come “negazione delle cure mediche”. (Fonte)


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