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NEWS 28 ottobre 2019    di Redazione

«L’uomo è smarrito. E Cristo dice: “Ci sono Io”»

Pubblichiamo uno stralcio di un’intervista concessa nel 1991 da don Divo Barsotti (1914-2006), sacerdote fiorentino considerato un grande mistico del ‘900. Si tratta di una conversazione pubblicata per la prima volta nel 1991 nella rivista Spiritualità & Letteratura e curata da Tommaso Romano e Giulio Palumbo

Lei risolve nella ragione e nella fede i problemi dell’uomo – la morte, la solitudine – che altri non risolvono…

«La fede dovrebbe conoscere questa problematica ed avere in sé la capacità di risolverla. Essa conosce il superamento della solitudine. Il Signore, infatti, è con noi. Lui era presente nei miei vent’anni di solitudine. Mi amava. Così superai la solitudine umana di cui senso a volte mi prendeva. Quanto alla morte, chi veramente crede vive al di là della morte».

(…)

L’eterno opposizione tra cultura e fede da tanti è vista come inevitabile. In quali termini Lei la risolve?

«Per molti c’è opposizione tra cultura e fede perché si teme per la propria autonomia. Ma questo è un falso concetto. La fede infatti non è opposizione. E la natura non può stare senza fede».

Quale il suo pensiero sui momenti storici attuali e sulle profezie, sui fenomeni di “apparizioni” e sui “messaggi”, oggi particolarmente abbondanti nella Chiesa? Quale il futuro che Lei prevede?

«Da quando Gesù ascese al cielo, la Chiesa non ha mai conosciuto tanti diretti interventi di Dio. Quindi non c’è abbandono da parte Sua verso di noi, e ciò è assicurato da tanti assidui interventi. Quanto al futuro, molti aspettano un intervento divino. E’ difficile, infatti, pensare come si possa arrivare ad una ripresa, e all’attuale situazione, attraverso le sole vie umane. Tanto tutto è stato sconvolto. E questi interventi divini fanno pensare ad una azione prossima di Dio nel mondo. Come, non sappiamo. Tali segni sono necessari per chi ha poca fede. Medugorje, ad esempio, rivela più del Concilio, attraverso le conversioni anche i vescovi devono capire ciò. L’uomo è smarrito. Ed ecco che Cristo dice: «ci sono Io››. Questo è l’apparizione. Necessaria perché oggi non c’è più la testimonianza. Cinquant’anni fa o ancor più di recente c’erano grandi figure in Italia: i cardinali Schustrer e Dalla Costa, Don Orione, Padre Pio. Ora è buio. Ecco la necessità di una luce. Che ci dice: Dio è con noi».

Lei scrive in “Cento pensieri sull’amore”: «Il dialogo non crea l’unità, la suppone». Quindi vi è oggi anche nella Chiesa, una eccessiva o errata fiducia nel dialogo, come mezzo capace di avvicinare le tesi e le fedi più opposte.

«I dialoghi sono parole. Restano parole. E le divisioni egualmente rimangono. Come si realizza, infatti, l’unità? Forse col rinunciare a Cristo? Ai misteri? o con l’approdare ad una religiosità vaga? Quando saremo uno in Cristo, solo allora sapremo dialogare nella Carità e comprenderci. Solo allora sapremo realizzare l’unità».

Quindi solo lo Spirito realizzerà l’unità e l’ecumenismo.

«Esattamente. E l’unica via per arrivarci è la preghiera, attraverso la quale Egli solo realizzerà l’unità».

(intervista realizzata a San Sergio a Settignano (Firenze), condotta e realizzata insieme a Tommaso Romano, in occasione di una visita/soggiorno spirituale unitamente a Pietro Mirabile nel 1991, fonte)


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