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Maiolo, la preside vieta le benedizioni in classe, ma il parroco non si ferma
NEWS 5 Aprile 2023    di Raffaella Frullone

Maiolo, la preside vieta le benedizioni in classe, ma il parroco non si ferma

Non siamo nel cuore della Milano arcobaleno, dove manager con gli airpod nell’orecchio sfrecciano sui monopattini elettrici in nome della sostenibilità, o dove non si può accedere con le auto considerate  inquinanti ma si registrano con un falso amministrativo i bambini nati all’estero con l’utero in affitto, non siamo nella City di Londra o sulla West Coast e non siamo nemmeno ai tempi di don Camillo e Peppone anche se Brescello non è poi così lontano.

Siamo a Maiolo, nel cuore della Valmarecchia, nell’entroterra della Romagna, in provincia di Rimini, 590 metri d’altezza sul livello del mare che dista poco più di un’ora e 789 abitanti in tutto, assurto alle cronache recentemente per via di una raccolta firme per fermare la costruzione di un allevamento intensivo di polli e perché… al Parroco è stato impedito di impartire la tradizionale benedizione pasquale in classe. La scuola in questione è la materna ed elementare che fa parte dell’Istituto Olivieri di Pennabilli e il parroco in questione è don Luca Bernardi, che abbiamo raggiunto al telefono.

Don Luca, cosa succede?

«Succede che non vogliono la benedizione in classe, la dirigente Annalisa Celli, per la precisione. Lo scorso 16 marzo sono stato a scuola a chiedere quando potessi passare a benedire le classi, cosa che avevo fatto anche lo scorso anno, nonostante il Covid, su invito delle insegnanti. Ci accordiamo per una data, ma poco dopo vengo chiamato dalle insegnanti in questione che mi dicono che non ho il permesso di farlo. Parole a cui fa seguito una circolare della dirigente, datata 21 marzo che mette il divieto nero su bianco spiegando che è possibile benedire, testuale “rigorosamente al di fuori dell’orario scolastico”».

Motivo?

«La preside dice che ha applicato la legge. Poi in una circolare ha precisato che in questo modo si garantiva la non interruzione delle lezioni e soprattutto la partecipazione facoltativa alla benedizione stessa, ma questa è sempre stata fuori discussione, chi non vuole partecipare semplicemente non partecipa».

Una questione di laicità dunque?

«Più che laicità comodità forse. La parrocchia di Maiolo è sempre stata disponibile con la scuola, i bambini giocano da sempre sul territorio parrocchiale, a gennaio ogni anno realizziamo una tombola attraverso cui doniamo 200 euro alla scuola e poi a Natale diamo proprio la chiesa per la recita. Evidentemente in quel caso i simboli sacri non disturbano».

Avete avuto dalla vostra parte il Sindaco di Pennabilli, Mauro Giannini, che in risposta alla circolare della preside ha firmato un’ordinanza per riportare le benedizioni dentro le classi durante l’orario scolastico….

«Certamente. Anche i genitori sono con me, una su tutti Astrid Benatti, membro del Consiglio comunale di Maiolo e rappresentante del Consiglio di istituto, ma anche il medico di Maiolo, il farmacista e tantissime persone anche non credenti mi stanno fermando per strada in questi giorni per dirmi che trovano tutto questo assurdo e che sono dalla mia parte. Ma qui non si ascolta niente e nessuno. Abbiamo anche raccolto 170 firme, che su un paesino così piccolo, al netto degli anziani e dei minori, sono davvero tante. Ma è stato inutile. Non che io contassi di incidere attraverso un processo democratico, però speravo nel buon senso, quello sì».

E così ha fatto la benedizione nella aule vuote…

«Esatto, e poi ho benedetto i bambini prima delle lezioni all’esterno del Municipio. Tutto perché la dirigente si è rivelata una mera burocrate appellandosi continuamente a quella che chiama legge. Ma intanto la legge può anche essere ingiusta, e poi non c’è alcuna legge in merito, casomai una sentenza del Consiglio di Stato secondo cui le benedizioni devono essere fatte solo sulle persone e non sugli oggetti e non devono incidere sullo svolgimento della didattica. E dire che noi avevamo proposto di farlo durante la ricreazione, eppure non è bastato neanche questo. In nome di un malinteso concetto di laicità si cerca di buttar ancora più fuori dalla scuola tutto quello che riguarda la fede, quella cattolica ovviamente. Perché negli stessi giorni un dirigente scolastico a Firenze ha offerto gli spazi scolastici a due ragazze musulmane per pregare durante il Ramadan…»

Inclusività a corrente alterna…

«Il tentativo è quello di sradicare definitivamente queste tradizioni, che hanno radici profonde e sono importanti specie in queste zone di provincia. Ma bisogna tenere duro. Stamattina ho benedetto i muri della scuola, perché non è la sentenza del Consiglio di Stato a dire cosa possiamo benedire e cosa no, io obbedisco alla legge di Dio. Abbiamo benedetto i locali e poi i bambini all’esterno del Comune, ma quel che è più importante è che come parrocchia non smetteremo di essere un punto di riferimento per i fedeli, e segno della presenza di Dio per tutti gli altri».

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