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NEWS 16 Marzo 2022    di Raffaella Frullone

Marx e la messa arcobaleno da un lato, Pell che richiama alla verità dall’altro

Una messa in occasione dei «20 anni di culto queer e cura pastorale». L’ha celebrata domenica a Monaco, nella Germania meridionale: «Voglio una Chiesa inclusiva» – ha detto l’arcivescovo di Monaco e Frisinga nella chiesa parrocchiale di St. Paul, celebrando con una bandiera arcobaleno ai suoi piedi e soprattutto ai piedi dell’altare. Qualche anno fa episodi come questi facevano notizia, oggi lo stupore è decisamente relativo, sebbene il protagonista non sia  certo l’ultimo parroco di provincia. D’altra parte si parla di chiesa tedesca, dove il love is love ha fatto breccia da tempo, al punto che il porporato  ha colto l’occasione per affermare che «il regno di Dio è scoprire che Dio è amore in tutte le sue dimensioni», poi ha aggiunto «Tutte le relazioni umane devono essere caratterizzate dal primato dell’amore. Allora possono essere accettati da Dio».

Secondo Marx, questo messaggio è stato spesso dimenticato «perché facciamo determinate discriminazioni, facciamo esclusioni e pensiamo di poter dirigere e determinare esattamente quando due persone dicono ‘ti amo’ e l’altra risponde: ‘ti amo anch’io’». Non solo, sempre secondo l’arcivescovo, Chiesa sinodale significa Chiesa essere “aperta”. Ce ne sarebbe abbastanza per non andare avanti a leggere. Tanto il finale sembra scontato, tarallucci e vino per tutti, o crauti e birra, dal momento che dopo la Messa si è tenuto, si legge in un comunicato stampa della Diocesi «un ricevimento non pubblico con i rappresentanti della comunità queer e il cardinale Marx»

Sul sito della Diocesi anche una nota di sintesi sul rapporto tra la Chiesa di Monaco e la “comunità queer”: «alcuni anni fa, l’arcidiocesi di Monaco e Frisinga ha posto le basi per un ministero pastorale rainbow friendly. Nel maggio 2018 è stato istituito un gruppo di lavoro sulla pastorale arcobaleno, a cui hanno partecipato dipendenti della pastorale infantile e giovanile, della pastorale familiare e degli adulti, nonché attivisti della comunità della chiesa queer. Il compito del gruppo di lavoro era chiarire la forma in cui la pastorale per le persone queer avrebbe dovuto essere avviata o resa visibile nell’arcidiocesi e quali risorse sarebbero state necessarie per questo. Inoltre, sono state sviluppate tesi che creano una base teologica per la pastorale arcobaleno». Come se le le persone fossero un’etichetta, una tendenza sessuale, magari variamente colorata.

Il tutto avviene mentre il Cardinale George Pell si è rivolto alla Congregazione per la Dottrina della Fede chiedendo di intervenire e pronunciarsi sul rifiuto totale ed esplicito dell’insegnamento cattolico della Chiesa sull’etica della sessualità nei confronti del cardinale Jean-Claude Hollerich SJ del Lussemburgo, e di Mons. George Bätzing, presidente della Conferenza episcopale tedesca.

In un comunicato il porporato australiano ha spiegato che: « Nessuno dei Dieci Comandamenti è facoltativo; tutti sono lì per essere osservati. Non possiamo avere una versione speciale australiana o tedesca dei Dieci Comandamenti. […] Cristo accoglie e si mescola ai peccatori, ma ci chiama al pentimento. Quindi una Messa speciale i gruppi può essere una buona cosa, a condizione che l’insegnamento di Cristo sia presentato regolarmente, venga predicato il pentimento e sia regolarmente disponibile il Sacramento della Penitenza, della Riconciliazione».

«La Chiesa cattolica – scrive ancora Pell –  non è una federazione sciolta dove si svolgono diversi sinodi o raduni nazionali e leader di spicco arrivano a rifiutare indisturbati elementi essenziali della Tradizione apostolica. Questo non può essere normalmente tollerato. L’unità dei cattolici attorno a Cristo e al Suo insegnamento richiede l’unità sugli elementi principali nella gerarchia delle verità».


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