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NEWS 17 aprile 2015    
Nepal. Come Dio ha toccato il cuore di tredici giovani indù e buddisti, battezzati la notte di Pasqua

di Christopher Sharma

 

Kathmandu (AsiaNews) – Tredici giovani sono stati battezzati nella notte di Pasqua dopo aver deciso di abbracciare la fede cattolica. Si tratta di ragazzi provenienti da famiglie indù e buddiste, che ora sono pronti ad essere “testimoni della resurrezione di Gesù Cristo” e a “lavorare per il Regno di Dio”.

Tengee, ventenne studentessa di college racconta ad AsiaNews: “Quando ho sentito per la prima volta parlare della religione cattolica, i miei genitori indù mi hanno vietato di entrare in chiesa per tutto il periodo scolastico. Quando ho finito la scuola e mi sono iscritta al college, ho condiviso con altri il mio interesse per il cristianesimo, che mi portavo dietro dalla fanciullezza. Un amico mi ha aiutato e abbiamo letto la Bibbia durante gli intervalli delle lezioni, quasi tutti i giorni”.

“Insieme – continua Tengee – abbiamo comprato una Bibbia con quello che risparmiavamo ai pasti. Ci alternavamo per portare la Bibbia e tenerla sempre nascosta dalle nostre famiglie indù. Un giorno ho incontrato uno studente del St. Xavier College [college cattolico, ndr] e gli ho chiesto dove potevo incontrare dei cattolici e trovare una chiesa. Probabilmente mi ha guidato Dio quando quel giorno ho raggiunto la cattedrale dell’Assunzione a Lalitpur, dove vado ancora oggi per la Messa domenicale”. “Ho incontrato il parroco – prosegue – e gli ho detto che volevo diventare cattolica. Lui mi ha detto di unirmi alla classe dei catecumeni. Ho studiato e imparato la religione cattolica per più di due anni. Quest’anno ho completato la mia preparazione e sono stata battezzata il giorno di Pasqua”.

Tangee spiega che i ragazzi hanno pianificato una missione evangelizzatrice: “Noi tredici convertiti abbiamo discusso fra noi come rendere Gesù visibile e accessibile per la gente del Nepal. Le società tradizionali nepalesi sono dominate dagli indù e molte persone vogliono diventare cristiane ma non sanno come fare. Così, la prima cosa che abbiamo pensato è di condividere l’amore di Dio, che è giusto e non discrimina”.

“La seconda cosa che dobbiamo fare come convertiti – dice – è non esitare ad identificarci come testimoni della resurrezione di Gesù Cristo. Leggendo la Bibbia abbiamo capito che Gesù è risorto perché Figlio di Dio. La terza cosa da tenere a mente è che anche noi siamo figli di Dio, e la quarta cosa è che l’armonia, la pace e il rispetto sono possibili solo nel Regno di Dio”.

“Noi – continua Tangee – vogliamo diventare i paladini di questi quattro princìpi e vogliamo diffondere le parole di vita di Dio a tutte le persone e a tutta la società. Questi quattro princìpi sono le luci di Dio che abbiamo acceso a Pasqua”.

Un altro ragazzo convertito, Rosan, racconta: “Noi abbiamo iniziato la nostra missione partendo dalle nostre famiglie, perché sono le nostre famiglie che vogliamo convertire prima di tutto. Poi vogliamo raggiungere i nostri vicini buddisti won, gli abitanti della città e diffonderci i tutto il Paese. Non vogliamo imporre o forzare la conversione – continua Rosan – e crediamo che ci siano migliaia di persone che stanno vivendo nell’oscurità senza la luce di Cristo”.

Contagiati dall’entusiasmo di questo piccolo gruppo di giovani, molti altri cattolici hanno lodato i loro sforzi e sono contenti di aiutare la nuova gioventù cristiana nell’opera di evangelizzazione.

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