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Netflix e i «Misteri della fede»
NEWS 6 Febbraio 2024    di Manuela Antonacci

Netflix e i «Misteri della fede»

Netlix, la piattaforma di streaming on demand più famosa al mondo, non si è certo distinta, in passato, per il rispetto verso il messaggio cristiano: nel 2019, tra le sue proposte spiccava A Primeira Tentação de Cristo, «La prima tentazione di Cristo», in cui veniva rappresentato un Gesù gay che con estrema non chalanche presentava alla sua famiglia il fidanzato Orlando, conosciuto nei 40 giorni nel deserto. Invece ne «I due Papi» veniva proposta una specie di confronto tra il cardinale Bergoglio e papa Benedetto XVI, con quest’ultimo interpretato da un Anthony Hopkins confuso, come a lanciare il messaggio di un papa Ratzinger pontefice totalmente “incapace”.

Insomma, le premesse sono quelle che sono, tuttavia, stavolta Netflix un po’ stupisce con una nuova serie Misteri della fede che riguarda le reliquie collegate a Gesù ma anche le persone che le adorano, il bisogno che c’è di un contatto col divino, attraverso il contatto con le reliquie stesse. Inoltre, un elemento interessante è che in ogni episodio, viene messa in evidenza, la cura complessa che ricevono questi oggetti, la loro conservazione nelle casseforti, i vari custodi che trascorrono la vita a preservare queste reliquie e i pochi privilegiati che le toccano, colti mentre le depongono con cura sugli altari o le reggono durante le processioni. Dunque, una serie che tanto esprime il desiderio del sacro, il bisogno del rapporto con Dio e che passa, oltre che attraverso gli oggetti venerati, anche attraverso volti in carne ed ossa.

Un taglio più “scientifico” è invece dato dai commenti degli studiosi che inquadrano ogni oggetto all’interno di un contesto e di un viaggio storico preciso. Tutto questo reso ancora più suggestivo e potente dalle storie dei miracoli che mostrano come le reliquie non sono “roba del passato”, quasi oggetti di antiquariato speciali, ma al contrario strumenti di fede, ancora vivi ed efficaci nel presente. Tra le reliquie più importanti presentate: la corona di spine, il Santo Graal e un frammento della santa croce conservato a Rio de Janeiro, Brasile.

Tutta la portata emotiva legata alla corona di spine è ben sottolineata nell’episodio in cui si racconta la storia dell’ incendio che ha avvolto Notre Dame il 15 aprile 2019. In questa puntata, il capo dei vigili del fuoco di Parigi spiega come questa reliquia sia stata il primo oggetto ad essere recuperato, nonostante i vigili del fuoco non avessero una mappa diretta della sua posizione. Fu grazie agli sforzi di padre Jean-Marc Fournier, cappellano dei vigili del fuoco di Parigi, che la preziosa reliquia poté essere salvata, ma «per preservare la reliquia, una squadra di vigili del fuoco è stata costretta a rompere il reliquiario, polverizzando purtroppo», ha detto il religioso in un’intervista del 2019.

L’episodio sulla reliquia della santa croce, invece, inizia con la sua storia che parte dall’ imperatrice Elena, nel IV secolo, quando ella intraprende un pellegrinaggio a Gerusalemme e scopre, appunto tre croci. Tuttavia, la vera Croce le si rivela quando un cadavere rinasce dopo essere stato posto su di essa. Una volta scoperta, questa croce, come è accaduto a molte altre reliquie, viene frammentata e inviata in varie località, ovviamente, ogni pezzo racchiude tutta la potenza dell’intera croce. Ma ecco che la sua storia diventa moderna, calata nel nostro tempo, quando, nello stesso episodio viene dato spazio ad un canonico della cattedrale di Rio de Janeiro, Cláudio dos Santos, che vuole utilizzare il preziosissimo frammento come strumento di evangelizzazione, portandolo fuori dalle cattedrali, nelle favelas.

Mentre la processione si muove per le strade, una donna della comunità descrive come la croce abbia suscitato la riverenza di tutti i presenti: anche i gangster chinavano la testa. L’episodio finale, invece fa riferimento ad alcuni santi più recenti, tra cui il giudice Livatino che papa Francesco ha dichiarato “martire” nel 2020. Il culto delle reliquie, lungi dall’essere considerato una forma di superstizione è, al contrario, collegato alla dottrina della comunione dei santi, secondo cui, tutti i cristiani vivi e morti, sono uniti in una comunione di fede, in cui le preghiere degli uni giovano agli altri.

Venerando le reliquie, i cristiani testimoniano la loro fede nella resurrezione dei corpi e la certezza di unirsi alla gloria dei santi, nella vita eterna. Ma più che su ogni altra cosa, la fede del cristiano poggia sulla risurrezione dai morti di Cristo stesso ed è solo a partire da questo che tutte le altre devozioni, nella chiesa cattolica assumono senso venendo collocate in un’ ottica e in una dimensione di sacro e prezioso contorno.

(Fonte foto: screenshot, Netflix, YouTube)


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