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Nicaragua due vescovi e 14 sacerdoti in carcere
NEWS 2 Gennaio 2024    di Manuela Antonacci

Nicaragua due vescovi e 14 sacerdoti in carcere

Non si arrestano le persecuzioni dei cristiani in Nicaragua, anzi, la dittatura di Ortega, ultimamente, si è fatta ancora più feroce: attualmente in arresto quattordici sacerdoti, due seminaristi e due vescovi.

In questi ultimi giorni è stato arrestato monsignor Isidro del Carmen Mora Ortega, vescovo della diocesi di Siuna che, durante una Messa per i 99 anni della diocesi di Matagalpa, aveva osato pregare per mons. Álvarez Lagos vescovo di Matagalpa, appunto, anche lui attualmente in carcere dopo essere stato condannato nel 2022 a 26 anni di reclusione con l’accusa di tradimento, senza che vi fossero prove alcune in merito.

In arresto anche padre Gustavo Sandino, parroco di Nuestra Señora de los Dolores, in carcere dal 31 dicembre, dopo la messa domenicale celebrata a Santa María de Pastasma, nella diocesi di Jinotega, Nicaragua.

A Managua, invece, sono stati rapiti nelle prime ore di ieri, padre Fernando Téllez Báez, parroco di Nostra Signora delle Americhe, e padre Jader Hernández, parroco della Madre del Divin Pastore, nella notte del 30 dicembre.

Così, il giorno di capodanno, il cardinale e arcivescovo di Managua, Leopoldo José Brenes Solórzano, durante la Messa nella cattedrale ha espresso la sua vicinanza alle famiglie e alle comunità che «in questo momento sentono la mancanza dei loro sacerdoti», aggiungendo come la forza della comunità cristiana derivi proprio dall’ «unità ecclesiale».

Intanto, l’avvocato Martha Patricia Molina, attivista, che dall’esilio redige un rapporto costantemente aggiornato sulle persecuzioni contro la Chiesa nicaraguense, ha fatto sapere, in conferenza stampa, che l’1 gennaio, in alcune chiese, non sono state celebrate le Messe previste e i fedeli sono stati invitati a ritornare nelle proprie case. Al momento non si sa ancora se i sacerdoti di queste parrocchie siano stati arrestati.

Mentre esprimono parole di condanna i rappresentanti dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, i quali hanno affermato che il Nicaragua si sta allontanando «sempre più dallo stato di diritto e dalle libertà fondamentali perseguitando leader politici e indigeni, membri della Chiesa cattolica, attivisti e giornalisti» con «ripetuti casi di detenzione arbitraria».

Anche papa Francesco non è rimasto in silenzio e all’Angelus del 1 gennaio ha detto: «Seguo con viva preoccupazione quanto sta avvenendo in Nicaragua, dove Vescovi e sacerdoti sono stati privati della libertà. Esprimo ad essi – ha aggiunto il Papa – alle loro famiglie e all’intera Chiesa nel Paese la mia vicinanza nella preghiera. Alla preghiera insistente invito pure tutti voi qui presenti e tutto il Popolo di Dio, mentre auspico che si cerchi sempre il cammino del dialogo per superare le difficoltà. Preghiamo per il Nicaragua oggi».

Il «dialogo» è certamente necessario, ma quelle che il pontefice chiama semplicemente «difficoltà» sono da chiamare con il loro nome. Quello di una dittatura che sta mettendo in atto una precisa e programmata persecuzione nei confronti della chiesa cattolica.

(Foto Ansa)

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