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NEWS 16 Luglio 2023    di Don Roberto De Meo

La predica corta della domenica – Non basta il seme, ci vuole un terreno buono

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A

Da una parte c’è una cosa piccolissima e fragilissima, quasi nascosta: un seme. Il seme è la “Grazia di Dio” che arriva a noi nascosta in segni fragili e umanissimi che sono i  sette sacramenti e la predicazione della Parola di Dio.

E’ tutto piccolissimo, come un seme che si confonde quasi con la terra…eppure quel seme ha dentro tutta la forza e la potenza di una vita nuova che può esplodere quando meno ce lo aspettiamo. La Grazia ci raggiunge tutti i giorni con i sacramenti, con la predicazione, con la vita della Chiesa.

Dall’altra parte c’è un “terreno” che deve accogliere quel seme perché germogli e porti frutto. Non basta il seme, ci vuole un terreno, e che questo terreno sia buono. Il terreno è il mio cuore, la mia libertà che deve corrispondere alla Grazia che mi viene donata nella predicazione e nei sacramenti! Se il mio cuore e la mia anima non sono ben disposti, aperti, preparati può accadere che tutto quello che mi viene donato non porti frutto o porti poco frutto.

Per la Chiesa è decisiva la “libertà” umana che si apre alla Grazia…Come è stato immenso il cuore immacolato di Maria che ha detto “sì”! Tutta la nostra salvezza è nel sì libero di Maria SS.ma che ha corrisposto alla Grazia! In fondo gli Apostoli e i farisei hanno visto e ascoltato le stesse cose, eppure nei primi ha generato nel tempo il cambiamento della vita e la santità e negli altri ha confermato solo la propria aridità e durezza di cuore. Tutti la domenica facciamo la stessa comunione, eppure in alcuni porta frutti di santità e di vita, mentre in altri non succede mai assolutamente nulla…come mai? Il sacramento è sempre valido, comunica sempre la Grazia…ma che questa porti frutto dipende dalla disposizione e dalla preparazione del mio cuore!

Questo occorre: avere sempre i nostri cuori e le nostre anime ben disposte, con la porta sempre aperta a Gesù che viene. Come? Con la preghiera fedele tutti i giorni, con la cura della meditazione, del silenzio. Prepararsi alla comunione con la devozione, con il digiuno di almeno un’ora prima della messa, pensando Chi vado a ricevere e soprattutto con la Confessione, almeno ogni 15 giorni. Confessarci spesso ci tiene sempre liberi da ciò che più di ogni altra cosa indurisce il cuore e annebbia la mente: il peccato.

La Confessione prepara il terreno ripulendolo, aprendolo e annaffiandolo con il prezioso sangue di Gesù…cosa c’è di meglio perché qualunque terreno diventi buono?


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