giovedì 29 ottobre 2020
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NEWS 8 ottobre 2020    di Redazione
Inghilterra: «Ero minorenne non dovevano darmi quegli ormoni per il cambio di sesso»

Kiera Bell, una donna di 23 anni che ha iniziato a prendere i farmaci bloccanti della pubertà quando aveva 16 anni ha fatto causa al Tavistock and Portman NHS Trust (del servizio sanitario nazionale inglese), che gestisce l’unico servizio di sviluppo dell’identità di genere (GIDS) del Regno Unito per i bambini.

La sfida legale è stata avanzata anche da un’altra mamma, chiamata solo “signora A” per motivi legali, madre di una ragazza autistica di 16 anni che è attualmente in lista di attesa per il trattamento e per cui si teme l’inizio accelerato dell’iter per il cambio di genere. Alle due donne è stato dato il via libera per intentare un’azione contro il Trust dopo le loro affermazioni sul modo in cui si ottiene il consenso informato dai bambini, definito «materialmente fuorviante».

Nelle udienze che sono in corso a Londra, gli avvocati della signora Bell e della “signora A” sosterranno che i minori di 18 anni non possono dare «consenso informato» a cure che hanno «conseguenze irreversibili per tutta la vita». Parlando al programma Today della BBC Radio 4, la signora Bell ha detto di essere stata indirizzata al GIDS, quando aveva 16 anni e di come sia stata «abbastanza rapidamente inserita nel percorso medico». Ha detto infatti: «Quando sono arrivata lì presentando sentimenti di disforia di genere, le mie affermazioni sul mio “essere maschio” sono state accettate come veritiere senza farmi nessuna domanda. Non ci sono state indagini approfondite sulla mia storia o di qualsiasi altro tipo».

La signora Bell ha preso quindi il testosterone dall’età di 16 anni, che l’ha lasciata con una voce profonda e col dubbio di essere diventata sterile. Ha poi subito una doppia mastectomia all’età di 20 anni. «Quando sei su quel percorso è difficile uscirne e dopo che quei drastici cambiamenti sono già accaduti al tuo corpo è difficile ammettere fondamentalmente di aver preso la strada sbagliata». Per questo afferma: «Quando sei minorenne, non hai alcuna possibilità di capire come questo (trattamento) influenzi te e la tua vita da adulta».

«Se mettiamo fine a questi trattamenti, consentiremo ai bambini di crescere naturalmente e, il più delle volte, arrivati all’età adulta supereranno le loro percezioni di disforia di genere, quindi potremmo prevenire danni inutili. Le condizioni psicologiche richiedono un trattamento psicologico, quindi penso che sia importante impedire ai bambini anche solo di prendere in considerazione i bloccanti ormonali».

Il suo avvocato Paul Conrathe ha dichiarato: «I giovani di età inferiore ai 18 anni non sono in grado di dare il consenso informato a un trattamento medico sperimentale che ha conseguenze irreversibili per tutta la vita». In una dichiarazione prima dell’udienza, un portavoce del Trust ha affermato: «Il GIDS è un servizio sicuro e premuroso che mette al primo posto l’interesse dei suoi pazienti e delle loro famiglie. Non commenteremo il procedimento in corso e attenderemo la sentenza del tribunale a tempo debito».

 


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