venerdì 27 novembre 2020
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NEWS 6 luglio 2018    di Grazia Leone
Non solo sexy, cresce la modest fashion

“L’eleganza del passato è il mio personale antidoto all’omologazione del gusto, e un piacevole rifugio dalla volgarità del presente”, mi colpiva questa frase letta sul blog di una esperta di Bon Ton, Elisa Motterle. Leggendola, in un attimo, mi sono passate davanti le decine di migliaia di pubblicità di abiti da donna il cui imperativo è uno solo: essere sexy, un anglicismo entrato ormai nel nostro linguaggio comune che Treccani definisce così: sexy è chi “è dotato di forte attrazione erotica così da riuscire sessualmente eccitante”, Hoepli aggiunge “sessualmente eccitante, erotico”.

Mi chiedo se oggi le donne abbiano coscienza di che cosa chiede loro la moda, o meglio di come plasma le loro coscienze spesso facendo leva sulla insicurezza atavica che abita il cuore di ogni donna e il suo desiderio ancestrale di essere guardata, apprezzata, amata. Ma oggi siamo ben oltre, e da un bel pezzo. Non è più chiesto solo alle donne di essere sexy, ma alle ragazzine. Mini modelle in pose ammiccanti abitano cartelloni pubblicitari, pagine di giornali, videoclip musicali, spot televisivi, youtube e chi più ne ha più ne metta. Il processo di ipersessualizzazione è aiutato e spinto dagli idoli delle teenager: la prima a trasformarsi da baby star in bomba sexy fu la cantante Britney Spears, ma poi seguirono la stessa strada Miley Cyrus, ex bambina prodigio dello star system americano, passata dall’essere una star tv ad esibirsi mezza nuda dando scandalo e poi ancora l’attrice e cantante Selena Gomez e le sue “colleghe” Vanessa Hudgens e Ariana Grande, tutte passate per la Disney.

Il processo è sempre lo stesso: si crea un idolo innocente, a misura di bambina, e dopo qualche anno lo si trasforma in bomba sexy. A questo si aggiungono i progetti di educazione sessuale nelle scuole che – come ormai è stato ampiamente dimostrato  –  portano i bambini a parlare di rapporti sessuali, piacere, metodi contraccettivi, orgasmo ed eccitazione in un età in cui la loro psiche – e il loro corpo  – non è preparata. Non può dunque stupire che le ragazzine oggi non abbiano idea di che cosa sia il pudore: nessuno spiega più cosa sia e quelle poche mamme che cercano di educare le bambine ad uno stile pudico, ad una moda modesta, fanno non poca fatica a trovare delle alternative nella grande distribuzione.

Ma qualcosa sta cambiando, negli ultimi dieci anni sono aumentati i siti e i blog, in Italia e all’estero che promuovono uno stile diverso anche nell’abbigliamento, una moda pudica, modesta. Non si tratta solo di centimetri di pelle da coprire, di minigonne da scartare o di tessuti morbidi da preferire a quelli fascianti, bensì di proporre uno sguardo nuovo alle nuove generazioni che passa dalla consapevolezza del valore immenso del proprio corpo, tempio dello Spirito Spirito, riscoprire il concetto di grazia, autentica bellezza che attrae quanto di più vero.

Scriveva Jo Croissant, autrice del libro La donna o il  sacerdozio del cuore e fondatrice, insieme al marito della Comunità Cattolica delle Beatitudini, nata in Francia nel 1974: “La bellezza fa parte della grazia femminile. La donna è bella, ma la sua bellezza non viene dalla regolarità dei suoi tratti, ma dalla presenza di Dio in lei, dalla luce interiore che illumina i suoi tratti, è Dio che ci rende belli”. (GL)

Di seguito un video dell’ex modella dell’agenzia Next top model (Usa), Leah Darrow. Sottotitolato in italiano dalla redazione del Timone, in questo video Leah ci parla di dignità, bellezza e modestia, qualità che la fede cattolica ha fatto emergere nella sua vita.


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