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NEWS 13 Dicembre 2022    di Giulia Tanel

«Oggi la Chiesa è malata. Servono nuovi santi, ossia martiri»

Il suo nome è noto in ambito ecclesiale, e non solo, per aver strenuamente diffuso, e di conseguenza difeso, anche a costo di attacchi personali di fronte ai quali si era detto «pronto al martirio», il Magistero della Chiesa attorno ai cosiddetti principi non negoziabili – vita, famiglia, educazione – e, in anticipo rispetto a molti altri, anche mettendo in guardia rispetto alle tematiche legate all’identità di genere, dall’omosessualità alla teoria gender. Il tutto in tempi che si potrebbero definire non sospetti, o quantomeno non così “critici” quanto gli attuali: era il 1990 quando dava per esempio alle stampe il volume Identidad cristiana del matrimonio y de la familia (Identità cristiana del matrimonio e della famiglia), quantomai attuale. Si tratta di Juan Antonio Reig Pla, 75 anni compiuti lo scorso luglio, e da settembre vescovo emerito di Alcalá de Henares (Spagna), dopo che papa Francesco ha accettato le sue dimissioni presentate per via dell’età.

Quella del prelato spagnolo è una fede granitica, fondata sulla roccia del Vangelo e forgiata in seno a una famiglia modesta ma profondamente religiosa: «Per me», ha affermato durante una recente intervista alla rivista spagnola Misiòn, «la fede era come respirare. I miei genitori sapevano che la cosa più importante per un bambino era iniziarlo alla vita cristiana. Mi dicevano sempre che dovevo stare dalla parte di Cristo e amare la Beata Vergine Maria». Un punto di partenza tanto imprescindibile e foriero di nuovi servitori della Buona Battaglia, quanto oggi spesso misconosciuto proprio dagli stessi genitori cattolici. E soprattutto un punto di partenza che ha permesso a Reig Pla, pur giovane adulto (aveva 21 anni), di resistere agli influssi ideologici del Sessantotto, che anzi – afferma oggi – è stata la miccia che ha mosso in lui «un vero desiderio di tornare alle mie radici cristiane e di evangelizzare». E prosegue: «Fin dal primo momento è nato in me l’interesse a promuovere tutto ciò che sosteneva la famiglia, perché quello che è venuto dopo è questo individualismo che porta alla solitudine dove, sradicata dalla famiglia, la persona soccombe a questo processo di ingegneria sociale dell’oblio di Dio».

Reig Pla è stato un “profeta”, per certi versi: aveva capito con largo anticipo la direzione verso la quale si stava dirigendo il mondo: dalla dissoluzione della famiglia, all’individualismo, al gender e alle varie rivendicazioni Lgbt+… «Oggi il panorama è alla fase finale», afferma ancora a Misiòn. «La redenzione e la creazione di Dio sono state dimenticate. Ma era tutto scritto».

Nel lottare invece per quanto affermato dal Magistero, il prelato spagnolo ha pagato a titolo personale, anche se ha sempre provato a volgere la fatica nell’ottica di un bene maggiore: «Andare controcorrente», afferma infatti, «ti fa pagare un prezzo alto. Prima ti screditano, distorcono le tue parole, organizzano campagne per farti desistere… Di tutto quello che dicono di me, non ho quasi trovato niente di vero. Sostenuto dalla fede che i miei genitori mi hanno dato, sono rimasto saldo. L’ho sempre vissuta come un cammino verso ciò che mi interessa di più: l’umiltà».

Il tutto, pur nell’amara evidenza che la voce della Chiesa su questi temi «non è stata ascoltata in Europa, nemmeno nella Chiesa stessa in tutta la sua essenza». Eppure, Reig Pla afferma di non essersi mai sentito solo o abbandonato in questa battaglia per la Verità. Anche nei momenti di scoramento e sofferenza, soprattutto quando vedeva che «la verità non trionfa» e quando non vedeva «risplendere la verità all’interno della Chiesa stessa», sentiva «la compagnia di Dio e della Chiesa». E, in definitiva, oggi può affermare che tutto ha un senso, sempre a patto che si sappia guardare alla propria (e altrui) vita con gli occhi della fede e ogni fatica trova una sua giusta collocazione: «La paga è bella. Se stai con la verità, hai tutto. Il resto passa, è effimero, è fumo. Ciò che non è fumo è la verità che ti radica e che salta alla vita eterna».

E questa lotta per la Verità è per tutti, continua il pastore spagnolo, con a suo avviso quattro passaggi che vanno messi in campo: la persona va ristabilita «nella sua unità corpo-spirito e nella sua diversità sessuale maschile-femminile»; va chiarito cosa è il matrimonio; vanno rafforzate le famiglie, anche sotto il profilo culturale autenticamente cristiano; e, infine, i cattolici non devono ritirarsi, bensì stare sulla pubblica piazza a testimoniare, in ogni ambito.

Certo, non è facile. Soprattutto perché oggi è innanzitutto la Barca di Pietro ad apparire in difficoltà, ad assumere talvolta più le sembianze di una Ong che quelle della Sposa di Cristo: «Oggi la Chiesa vive una gravissima crisi interna», afferma infatti lapidario Reig Pla. «È malata, e quindi dobbiamo rigenerare il cuore della Chiesa e palpitare con Gesù Cristo per poter affrontare le conseguenze di quello che da tanti anni annuncio». E perché questo avvenga servono nuovi santi: «E quando dico santi», precisa, «intendo martiri. Martiri disposti a dare la vita per Gesù Cristo». Un piccolo gregge, evidentemente, una «minoranza creatrice», ma foriera di un nuovo inizio… nel solco dei Dodici.

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