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NEWS 23 agosto 2017    
Oggi  «l’ecumenismo della santità » avvicina di più l’ortodossia russa e la Chiesa Cattolica

da «Vatican Insider»

 

«Saluta mio fratello Kirill, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie». Con questo messaggio di Papa Francesco il cardinale Pietro Parolin si è presentato oggi dal capo della Chiesa ortodossa russa. L’incontro, che fa seguito a quello di stamane con il ministro degli Esteri Sergey Lavrov, è una delle tappe più importanti del viaggio del Segretario di Stato vaticano a Mosca. Ricevendo il porporato nel monastero Danilovsky ed ascoltando le parole inviategli dal Pontefice, Kirill ha risposto con un sorriso ed un semplice «grazie» in italiano.  

Poi ha ricordato il colloquio avvenuto a Cuba, nel febbraio 2016, con il Papa, che ha rappresentato un grande passo in avanti nelle relazioni bilaterali tra Chiesa cattolica e ortodossa. Uno dei frutti di quello storico incontro è stata la traslazione in Russia, questa estate, delle reliquie di San Nicola da Bari, santo che raccoglie la devozione dei fedeli di entrambe le tradizioni. Il frammento della costola del santo aveva lasciato il capoluogo pugliese lo scorso 21 maggio, per la prima volta in 930 anni, ed era stata trasferita prima a Mosca e poi a San Pietroburgo.  

Circa 2,3 milioni di persone hanno venerato la reliquia, ha affermato il patriarca. «Un evento eccezionale per la storia delle nostre Chiese» ha commentato con il cardinale Parolin. Il quale ha risposto: «L’ecumenismo della santità è vero, esiste: i santi ci uniscono perché sono più vicini a Dio e quindi sono coloro che più ci aiutano a superare le difficoltà delle relazioni del passato dovute a situazioni pregresse e camminare sempre più speditamente verso l’abbraccio fraterno e la comunione eucaristica». 

D’accordo il primate ortodosso che ha sottolineato come «la collaborazione tra la Chiesa ortodossa e quella cattolica nell’assistenza umanitaria alle popolazioni, che soffrono per i conflitti in Medio Oriente può essere un importante fattore di unione». E possono svolgere anche un ruolo di pacificazione nella dolorosa situazione in Ucraina. «Quando le persone sono in conflitto, la Chiesa non può giocare nessun altro ruolo, se non quello di pacificatore. - ha detto Kirill - I conflitti non durano per sempre e prima o poi finiscono. Se tutte le forze sociali sono coinvolte nel conflitto, allora chi raccoglierà le pietre?». Il Patriarca ha poi voluto sottolineare che su questo tema del ruolo della Chiesa nel conflitto in Ucraina «c’è vicinanza» con il Vaticano

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