mercoledì 28 ottobre 2020
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NEWS 5 giugno 2015    
Orario lavorativo agevolato per le donne: cosa la Russia cerca di dare un altro aiuto alle famiglie
(AsiaNews/Agenzie) – Le autorità russe intendono proporre una riforma del lavoro femminile, che prevede la diminuzione dell’orario di lavoro nei venerdì per le impiegate. Vladimir Slepak, capo della Commissione consultiva sulle politiche sociali, parlando al Moscow Times ha dichiarato che «oggi le donne – specialmente quelle con famiglie numerose – hanno bisogno di più tempo per provvedere alla buona educazione dei figli e per dedicarsi ai problemi domestici. Per di più in tempo di crisi, coi prezzi del cibo in aumento etc.».

A queste parole hanno fatto eco quelle di Vladimir Ryazansky, capo della Commissione del consiglio federale sulle politiche sociali: «Non c’è neanche bisogno di dire che un calendario di lavoro intenso è difficile da affrontare per una donna. Un calendario più flessibile sarebbe quindi del tutto appropriato».

La proposta è arrivata dopo che ai primi di maggio i governatori della regione di Kemerovo e della Buriazia hanno approvato la riduzione delle ore di lavoro del venerdì per le donne nel settore pubblico. Slepak ha detto di voler ora presentare la proposta alla alle camere del parlamento russo – la Duma e il Consiglio federale – perché «le famiglie hanno bisogno di sostegno».

Russia Today riporta che lo scorso ottobre la Commissione del Consiglio federale del parlamento ha discusso la proposta dell’Organizzazione internazionale del lavoro di accorciare la settimana lavorativa a quattro giorni per tutti gli impiegati (non solo donne), senza diminuire gli stipendi. Secondo Andrey Isayev, membro della Duma, il piano è volto a migliorare il morale sul posto di lavoro e a stimolare la produttività, mentre il Vice primo ministro, Olga Golodets ha dichiarato: «Al momento non possiamo permetterci questo. Una settimana di quattro giorni lavorativi è ancora un sogno per noi».

Il disegno di legge per la riduzione degli orari delle donne è stato tacciato di sessismo da alcuni gruppi femministi e ed è accusato da diversi imprenditori di danneggiare l’interesse dei datori di lavoro. Non è la prima volta che in Russia proposte di questo tipo si scontrano con l’opposizione. Due anni fa Mikhail Degtyaryov, membro del Partito liberal-democratico aveva proposto un ordinamento secondo il quale le donne potevano prendere due giorni di ferie pagate per favorire il proprio ciclo mestruale, perché durante quel periodo la maggior parte delle dipendenti «prova un disagio psicologico e fisiologico» ed è meno efficiente. Anna Sobko, avvocato di Memorial (il più longevo gruppo per i diritti umani di Russia) ha definito l’argomento di Degtyartov «inappropriato, irragionevole e neanche vicino alla serietà».

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