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NEWS 20 febbraio 2017    
Pedofilia nella Chiesa? Solo lo 0,03% dei sacerdoti cattolici in tre anni: nessuna ‘lussuria’
Il cronista dell’Espresso, Emiliano Fittipaldi, pensava di svelare chissà quale mondo sommerso. Ha invece rafforzato l’idea che il fenomeno degli abusi sessuali nella Chiesa esiste, ma non è affatto dilagante. Poche mele marce in un immenso cesto di sacerdoti che compiono cristianamente la loro vocazione, senza finire sulle copertine.

Il libro Lussuria (Feltrinelli 2017) ha ricevuto una promozione incredibile in tutto il mondo, è stato però smontato dal decano dei vaticanisti americani, John L. Allen.

Fittipaldi sostiene che tra il 2013 e il 2015 «sono arrivate dalle diocesi nel mondo ben 1200 denunce di casi “verosimili” di predatori e molestatori di minorenni. Un numero praticamente raddoppiato rispetto a quelli rilevati nel periodo che va dal 2005 al 2009: il trend dimostra come il cancro non è stato affatto estirpato».

Premesso che un solo abuso sarebbe già troppo, davvero è giustificata questa spasmodica attenzione da parte di Fittipaldi verso questo presunto “cancro” cattolico? Dai dati dei religiosi nel mondo del 2015, sappiamo che sono 4.762.458. Bene, anche assumendo che a 1200 denunce corrispondano 1200 pedofili, in tre anni equivalgono allo 0,0252% di religiosi accusati. Ma si tratta di 1200 “casi” non di “accusati”: sappiamo bene che difficilmente un malato pedofilo compie il crimine una volta sola, quindi il numero dei soggetti coinvolti è di molto inferiore.

Attenzione, inoltre. Si parla solo di “accuse”, non di “condanne”, con la possibilità di venire assolti come è successo a tantissimi sacerdoti ingiustamente accusati, anche quando le denunce parevano verosimili. Ecco alcuni esempi (solo quelli apparsi sulla stampa italiana) di sacerdoti accusati e massacrati sui media e poi risultati innocenti: don Gino Temporin, don Martin Steiner, padre Bisceglia, don Giorgio Govoni (morto di infarto a causa delle ingiuste accuse), mons. Robert Zollitsch, don Quintino De Lorenzis, don Sandro De Petris, don Marco Ghilardi, don Andrea Margutti, mons. Max Davisdon Nunzio Abbriano, don Giorgio Carli, padre Ronald Domhoffpadre Secondo Bongiovanni, padre Giancarlo Locatelli, don Alessandro De Rossimons. William Lynndon Giuseppe Perettipadre Eugene Boland, il reverendo Charles Murphy e  James Patrick Jennings ecc. Questi ultimi due, in particolare, sono morti di infarto a causa delle ingiuste accuse subite.

Tre anni fa riportavamo il dato di 4000 preti pedofili accusati di pedofilia tra il 2004 e il 2013, ovvero lo 0,8% dei preti cattolici in attività negli ultimi 10 anni. Recentemente sono uscite percentuali gonfiate sui sacerdoti pedofili in Australia, ne parleremo tra pochi giorni dimostrando la falsità della notizia. Non si intende affatto sminuire il problema, un crimine di questo tipo commesso da un sacerdote è doppiamente deplorevole e ripugnante. Ma, se stiamo ai numeri, dobbiamo riconoscere che non si tratta affatto di percentuali elevate, nessun fenomeno dilagante, nessuna “lussuria” nella Chiesa cattolica. Le percentuali sono decisamente modeste rispetto a quelle che colpiscono genitori, compagni, insegnanti, allenatori e parenti in generale (la maggior parte sposati, dunque non celibi). Non per questo va abbassata la guardia, ovviamente, cosa che la Chiesa sta facendo da anni pur tra mille difficoltà.

Lo psichiatra tedesco Manfred Lütz ha spiegato: «Tutte le professioni e le istituzioni che in qualche modo hanno a che fare con minori sono toccate dal fenomeno. Alcuni dicono che c’è un legame tra pedofilia e celibato. Scientificamente questa teoria non ha nessun fondamento. L’astinenza sessuale, in particolare, non provoca atti di abuso. Uno scienziato ateo molto noto in Germania ha detto che la possibilità che un prete commetta abusi è 36 volte minore rispetto a un padre di famiglia». Nel 2014 il Telefono Azzurro ha calcolato 4 casi di violenza sui minori ogni giorno nei precedenti 5 anni, da parte di genitori, insegnanti, allenatori. Altro che lo 0,03%.

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