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NEWS 6 aprile 2021    di Giulia Tanel

Perù verso il voto. Mons. López-Brea: «La legge di Dio è al di sopra di ogni legge umana»

Tra meno di una settimana, l’11 di aprile, il Perù sarà chiamato alle urne per decidere il nuovo presidente della Repubblica, i due vicepresidenti, i 130 membri del Congresso e i 5 membri del Parlamento andino. Si tratta di un appuntamento molto importante, che tuttavia coglie il Paese in un momento di grande difficoltà su vari piani e che vede un’estrema frammentazione dei consensi tra la ventina di candidati che aspirano alla presidenza.

Anche alla luce di questa varietà di figure e di proposte politiche in campo, dunque, torna a fare breccia, nelle coscienze di chi si riconosce discepolo di Cristo, l’annosa questione: com’è bene che voti un cattolico? Quali criteri vanno tenuti in considerazione? E, tra questi, quali sono imprescindibili e quali invece possono essere resi oggetto di valutazione?

Credit: Infocatolica.com

A questi interrogativi ha fornito delle risposte, in maniera semplice ma nel contempo esaustiva, lo spagnolo Mons. Rafael Escudero López-Brea (foto a lato), vescovo nella cittadina nord-peruviana di Moyobamba, con un Messaggio dedicato rivolto a «sacerdoti, religiosi e fedeli laici» della Prelatura di cui è a capo.

Un gesto, come chiarito nelle prime righe della missiva, dettato dalla sua responsabilità di vescovo, cui spetta anche la delicata missione «di insegnare e illuminare le coscienze in materia politica», nel rispetto dei princìpi fatti propri dalla Dottrina sociale della Chiesa, al fine di contribuire al bene comune.

«Non favorisco né mi oppongo a nessun partito», ha chiarito il prelato, «ad eccezione di quelli che promuovono iniziative politiche contrarie alla legge di Dio e alla dignità della persona».

ESPRIMERE UN VOTO CATTOLICO

Quali sono dunque i punti fondamentali da tenere in considerazione nel siglare, con libertà ma nel contempo con responsabilità, il proprio voto sulle tessere elettorali?

Un faro che deve guidare nella scelta è costituito dai princìpi non negoziabili, che mettono al centro la tutela e la promozione della dignità di ogni singola persona. Tra questi, Mons. López-Brea pone l’accento su cinque punti, «ricordando sempre che la legge di Dio è al di sopra di ogni legge umana».

Innanzitutto, la tutela della vita «in tutte le fasi dell’esistenza di una persona, dal suo concepimento naturale alla sua morte naturale»: no quindi a tutti quei partiti che sostengono l’aborto, la fecondazione artificiale, con sacrificio e manipolazione di embrioni e l’eutanasia.

A seguire, il «riconoscimento e <la> promozione della struttura naturale della famiglia, come l’unione tra un uomo e una donna basata sul matrimonio, e la sua difesa contro i tentativi di rendere giuridicamente equivalente il cosiddetto matrimonio paritario»: un’affermazione, questa, che dovrebbe far fischiare le orecchie a non pochi prelati tedeschi, ma non solo, filo Lgbt.

Quindi «il riconoscimento e la tutela del diritto dei genitori di educare i propri figli secondo le proprie convinzioni religiose, morali e pedagogiche»: educare è un diritto, ma anche un dovere, che papa Giovanni Paolo II, nella Familiaris consortio, in comunione con il pensiero della Chiesa di sempre ha definito «essenziale», nonché «insostituibile e inalienabile».

Un quarto aspetto da tenere in considerazione, per il prelato spagnolo, è poi il fatto che «non dobbiamo sostenere l’ideologia di genere»: si nasce maschi e femmine e tali si rimane; ecco quindi un netto rigetto del sostegno al transgenderismo, all’«autodeterminazione di genere», al «linguaggio inclusivo», a una società senza genere… tutte cose che, in definitiva, rischiano di mettere in discussione «l’appartenenza dei figli ai genitori».

Infine, come ultimo punto, «dobbiamo combattere la corruzione politica», per non diventare complici.

Nel concludere, quindi, Mons. López-Brea ha richiamato i fedeli a unirsi in preghiera, soprattutto pregando il Santo Rosario che ha «mostrato il suo potere di cambiare la storia», affinché si realizzi «il trionfo dei candidati cristiani in Perù».


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