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NEWS 21 febbraio 2020    di Redazione
Philippe de Villiers: “L’influenza di Soros sulla Corte Europea dei diritti umani è reale”

 

Bastien Lejeune – Valeurs Actuelle

Philippe de Villiers sa di cosa parla. Un anno fa, pochi giorni prima della pubblicazione del suo ultimo libro, J’ai tiré sur le fil du mensonge et tout est venu, è stato accusato di cospirazione per aver osato menzionare i travagliati legami del miliardario George Soros con l’Unione Europea. Il fondatore di Puy du Fou ci ha raccontato le ragioni della sua indagine scioccante sui padri fondatori dell’Unione europea. Il personaggio principale di questa storia, Jean Monnet, ha un alter ego contemporaneo: George Soros.

Parlando di globalismo, lei scrive: “Quando Soros sollecita Emmanuel Macron, ottiene la risposta prima di porre la domanda”. Secondo te, Emmanuel Macron sarebbe soggetto al miliardario?

«C’è un esempio specifico. Soros chiese “lo scalpo” dell’ambasciatore francese. L’ha avuto subito. È completamente infiltrato nel Parlamento europeo. Il suo soprannome a Bruxelles è “il burattinaio”».

Lei dimostra di non essere sorpreso dalle nostre informazioni, che dimostrano come George Soros si sia infiltrato nella CEDU attraverso la sua rete di ONG, la Open Society Foundations

«L’uomo che manipola la Corte europea dei diritti umani, George Soros, non si ferma qui. Ha affermato: “Sono un capo di stato senza stato”». È il primo lobbista al mondo. «Un lobbista di notevole potere: la sua facilità di penetrazione negli organismi europei è dovuta al fatto che sono gli interessi privati globalizzati a governare l’Europa”, spiega Philippe de Villiers. George Soros è molto più potente di Emmanuel Macron.

Come sintetizzare l’ideologia diffusa dall’Open society Foundation?

«L’idea di George Soros è quella di facilitare la silenziosa rivoluzione cosmopolita. Dell’individuo che crede di essere più libero che mai sottomettendosi alla propaganda del mercato, un povero omino nella folla solitaria. Per Soros, tutto deve essere decostruito. Vuole un mondo liberato dalle comunità di storia e destino, a favore di uno spazio informe di diritti puri, popolato da individui astratti. Il suo genio è saper creare un sistema di influenza che riesce a pesare sul mondo delle idee e quindi a dettare l’agenda politica in Europa. Il programma subliminale alla base di tutto ciò è il seguente: far esplodere i confini della civiltà occidentale; il confine fisico e il confine antropologico. Fare un uomo nomade sostituibile, sradicato. Soros è la fabbrica dell’uomo “di sabbia”».


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