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La predica corta della domenica – Pietro e il compito di liberare gli schiavi dal demonio
NEWS 27 Agosto 2023    di don Gabriele Brusco

La predica corta della domenica – Pietro e il compito di liberare gli schiavi dal demonio

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A

Gesù costituisce Simone come capo degli apostoli. È il primo Papa. Colui che deve confermare i fratelli nella fede dopo la resurrezione di Cristo, dopo che egli stesso recupera il coraggio e si ravvede dalla pazzia e dalla debolezza del rinnegamento di Cristo.

A Cesarèa di Filippo, Pietro è l’unico che risponde lasciandosi guidare dallo Spirito Santo, dalla voce del Padre che rivela a lui solo la verità nascosta agli altri. Il popolo, e probabilmente anche gli apostoli, si aspettavano l’arrivo del messia ma pensavano che si trattasse solo di un profeta e riconoscono in Cristo tutte le caratteristiche del profeta. Simone abbandona però le certezze umane e le logiche del mondo. Non ragiona secondo il pensare comune, o meglio, non cade nei pettegolezzi che volevano vedere in Cristo un profeta o la reincarnazione di quelli già defunti. Solo Pietro riesce ad ascoltare il Padre e può vedere il Cristo come il Figlio del Dio vivente.

Pietro non sembra preoccuparsi nemmeno di quel che penseranno gli altri dopo tale affermazione: di fatto Pietro, secondo la mentalità dei giudei del tempo, sta bestemmiando! Come può dire che un uomo è, non semplicemente un profeta, cosa in sé accettabile, ma addirittura Dio. Purtroppo non abbiamo la possibilità di rivedere la scena dal vivo, possiamo solo immaginare la reazione degli altri apostoli. Alcuni sono preoccupati perché Pietro si è spinto troppo in là, altri temono che qualche giudeo non amico ascolti e li possa denunciare alle autorità. Tutti rimangono ancora più allibiti quando Gesù stesso, invece di riprenderlo, lo loda. Egli afferma ufficialmente di essere il Figlio del Dio vivente anche se ordina di non dirlo a nessuno.

Gesù loda Simone e comprendendo che il Padre lo ha già eletto, gli cambia il nome affinché con esso si identifichi la funzione e la persona. Pietro, forse meglio dire “roccia” per comprendere l’affermazione di Cristo: tu sei “roccia” e su questa roccia edificherò la mia Chiesa. Chiesa come assemblea, che è il corpo mistico di Cristo ma, adesso, anche quella comunità escatologica che inizia ad esistere sulla terra e si compirà nei Cieli. Tale comunità ha fin d’ora la missione di recuperare i prigionieri nel regno dei morti, le cui porte non hanno la resistenza necessaria per impedirne la sua irruzione liberatrice.

Pietro e la Chiesa hanno il compito di liberare gli schiavi del demonio per colpa dei loro peccati, ma anche di impedire che altri vengano fatti prigionieri. Pietro può svolgere tale compito per il potere delle chiavi che Gesù gli affida. Ciò che Pietro lega sulla terra sarà legato anche in Cielo e così anche ciò che slega. Sarà quindi lui, e per antica tradizione, secondo l’intenzione di Gesù di rendere la chiesa durevole, anche i suoi successori, a decidere chi potrà entrare nel Regno dei Cieli e chi non potrà farlo. È la funzione di assolvere dai peccati, che legano alla morte, e quindi permettere che le anime dei credenti possano raggiungere i fratelli nella patria celeste.

Anche noi dobbiamo sentirci rivolgere la domanda di Gesù: tu chi dici che io sia? Alla fine è importante avere questa certezza personale di conoscere Gesù, di sapere che è Dio e che ci possiamo fidare di Lui. Solo così si può capire l’importanza di allontanarsi dal peccato e di operare il bene, con la fiduciosa certezza che, qualora dovessimo peccare, possiamo ricorrere al sacramento della confessione liberatrice.


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