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NEWS 10 febbraio 2017    
Polonia, aborto limitato e ottima la salute delle donne. Le statistiche non mentono

Pochi mesi fa la Polonia stava per rendere totalmente illegale l’interruzione di gravidanza ma le femministe sono riuscite a far ritirare la proposta di legge. Attualmente l’aborto è consentito solo in caso di pericolo per la salute della donna, malformazioni gravi del feto o in caso di stupro e incesto. Agli occhi dei difensori della vita rimane comunque una delle migliori in Europa.

Ciò che le femministe hanno nascosto alle donne polacche è che gli studi indicano che più l’aborto è vietato e maggiore è il benessere delle stesse donne, sopratutto per quanto riguarda il tasso di mortalità materna. Basterebbe infatti recarsi su uno dei principali quotidiani inglese, il Telegraph, per apprendere che il tasso di mortalità materna delle donne incinte nel Regno Unito, dove la legge a favore dell’aborto è minimamente restrittiva, è peggiore di quello in Polonia.

Recandosi sul World Bank e confrontando i vari Paesi sul tasso di mortalità materna, si osserva che nel 2015 il tasso francese è stato dell’8‰ (per mille), in Belgio del 7‰, in Canada del 7‰, in Olanda del 7‰, in Portogallo del 10‰, in Spagna del 5‰, in Svezia del 4‰, negli Usa il 14‰ ecc. In Polonia, invece, c’è il più basso tasso, ovvero del 3‰. Per questo Ewa Kowalewska, direttrice di Human Life International, ha dichiarato: «la Polonia ha un eccellente sistema di cura per la salute materna; le nostre percentuali di mortalità materna sono tra le più basse d’Europa nonostante abbiamo – anzi, proprio perché abbiamo – forti restrizioni sull’aborto: per questo il messaggio che vogliono far passare gli abortisti è estremamente disonesto».

Tutto ciò è stato confermato da diversi studi: nel 2012 su Medical Science Monitor è stato, ad esempio, concluso che i tassi di mortalità materna sono significamente più elevati a fronte di un aborto indotto. Nel 2013 sul Journal of American Physicians and Surgeons, gli studiosi hanno invece rilevato che la mortalità materna per le donne inglesi è doppia rispetto a quella delle irlandesi, nonostante in Irlanda viga una legge parecchio restrittiva sulla possibilità di interrompere la gravidanza.

Altri studi hanno invece rilevato che le donne che hanno subito un aborto presentano un rischio maggiore dell’81% di avere problemi di salute mentale, e quasi il 10% di essi è direttamente attribuibile all’aborto. Il dott. Monique V. Chireau, professore all’University Medical Center in North Carolina (USA), ha dichiarato che «il trattamento delle gravidanze ad alto rischio non richiede una falsa scelta tra i bisogni e i diritti della madre e del bambino. In effetti, i dati del Ministero della Sanità britannico mostrano che negli ultimi 20 anni non è stato necessario nemmeno un aborto per salvare la vita della madre. I medici hanno il dovere di fornire assistenza alla salute considerando gli interessi sia della madre che del neonato».

Come dimostrato nel nostro apposito dossier, maggiore è il diritto e il rispetto alla vita, minore è il tasso di aborto, migliore è la salute femminile e migliori sono i tassi di mortalità materna. Niente psicosi femminista sulle mammane, niente retorica sull’esplosione degli aborti clandestini, soltanto una sana cultura fondata sul rispetto della vita umana, in tutte le sue forme.

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