lunedì 08 marzo 2021
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NEWS 2 febbraio 2021    di Redazione
In Portogallo l’eutanasia sta per diventare legge. I vescovi parlano

I vescovi portoghesi hanno espresso «tristezza e indignazione» dopo che il parlamento ha approvato un disegno di legge che approva l’eutanasia. I vescovi si sono pronunciati dopo che i parlamentari hanno espresso 136 voti a favore del disegno di legge, 78 contrari e quattro astensioni. La legislazione sarà presentata al presidente portoghese Marcelo Rebelo de Sousa, che è stato rieletto con una votazione schiacciante il 24 gennaio. Ha tre opzioni: dare il parere conforme, inviarlo per la revisione alla corte costituzionale o avvalersi del suo veto. Il Parlamento può annullare il veto presidenziale appoggiando la legislazione per la seconda volta.

Se il disegno di legge diventerà legge, il Portogallo diventerà il quarto paese in Europa a legalizzare l’eutanasia, insieme a Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo. Circa l’81% dei 10 milioni di abitanti del Portogallo sono cattolici battezzati. I vescovi del Paese hanno criticato sia il contenuto che la tempistica del disegno di legge. Recentemente sono stati costretti a sospendere le messe pubbliche in mezzo a un’ondata di morti per COVID-19. «È una contraddizione legalizzare la morte in questo contesto, rifiutando le lezioni che questa pandemia ci ha dato sul prezioso valore della vita umana, che la comunità in generale e gli operatori sanitari in particolare stanno cercando di salvare con sforzi straordinari», lo hanno detto i vescovi in ​​una dichiarazione il 29 gennaio, giorno del voto.

I vescovi hanno sostenuto che la legge, che si applica agli adulti malati terminali che soffrono di dolori “duraturi” e “insopportabili”, contraddice i principi sanciti dalla costituzione del Paese. Hanno affermato che accettare la legge «trasmetterebbe l’idea errata che la vita segnata da malattie e sofferenze non merita più protezione e diventa un peso per se stessi, per coloro che circondano i malati, per i servizi sanitari e per la società nel suo insieme».

Hanno aggiunto: «La risposta alla malattia e alla sofferenza dovrebbe piuttosto essere la protezione della vita, soprattutto quando è più fragile, con tutti i mezzi, e soprattutto con l’accesso alle cure palliative, di cui la maggioranza della popolazione portoghese è ancora priva». Descrivendo questa legge come «una battuta d’arresto culturale senza precedenti», i vescovi hanno concluso: «Ora più che mai, siamo determinati ad accompagnare i malati con cura e amore in tutte le fasi della loro vita terrena e soprattutto in quella finale».


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