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NEWS 12 febbraio 2020    di Giulia Tanel

I prelati ucraini scrivono ai tedeschi impegnati nel “cammino sinodale”: «Siate fedeli al Magistero»

Da giovedì 30 gennaio fino a sabato 1 febbraio si è svolta, a Francoforte, la prima assemblea plenaria del “cammino sinodale” deciso dalla Conferenza episcopale tedesca e che si prospetta durerà almeno un paio d’anni. Da quanto è noto dal documento preparatorio, le discussioni portate avanti 230 delegati metteranno a tema la morale sessuale, in particolare su un’auspicata apertura all’uso di contraccettivi, sulla masturbazione e sul venire meno della condanna degli atti omosessuali, e una revisione rispetto al celibato sacerdotale e al sacerdozio femminile.

Tutte istanze che si pongono in contrapposizione con quello che è il Magistero ecclesiale in materia e che, anche in quanto portate avanti a livello “nazionale”, destano non poche preoccupazioni. Il cardinal Müller, intervistato in proposito la settimana scorsa, ha usato parole molto dure, facendo un parallelismo con il nazismo e parlando di “processo suicida”.

GLI UCRAINI SCRIVONO AI TEDESCHI

Oltre a questo, lo scorso 6 febbraio la Commissione episcopale ucraina per la famiglia, guidata dai vescovi Radosław Zmitrowicz e Jan Niemiec, ha inviato una lettera alla Commissione per il matrimonio e la famiglia dei vescovi tedeschi, guidata dal vescovo Heiner Koch. A riportare la notizia è il giornale polacco wPolityce.pl.

Nella missiva i prelati ucraini chiedono ai loro confratelli tedeschi un atteggiamento di fedeltà alla Sacra Scrittura e tradizione della Chiesa, anche alla luce del fatto che le istanze di apertura che vengono proposte in Germania stanno creando scandalo e influenzando negativamente i fedeli ucraini, che non sanno più comprendere dove stia la Verità, soprattutto perché «vedono la vostra posizione non come il vostro insegnamento privato o addirittura come un percorso separato della Chiesa in Germania, ma come la posizione di tutta la Chiesa cattolica».

Per esempio, sul tema dell’omosessualità scrivono: «I circoli LGBT stanno compiendo un attacco ideologico di massa contro i nostri giovani e bambini per corromperli moralmente. Le suddette organizzazioni giustificano le loro attività e la loro propaganda anche con la nuova visione dell’episcopato tedesco. Ci fa male vedere come la propaganda LGBT invochi le vostre stesse parole per combattere con il cristianesimo e anche con chiunque riconosca la vera antropologia basata sulla Bibbia e sulla legge naturale. […] Alcuni dei nostri fedeli, che portano il peso dell’omosessualità e di altre ferite nella sfera sessuale, venendo a conoscenza delle dichiarazioni della vostra Commissione, si sentono impotenti nella loro lotta per condurre una vita casta».

Oltre a questo, anche l’apertura alla contraccezione sta creando non pochi problemi in coloro che, fino a ora, hanno seguito l’insegnamento della Chiesa: «I coniugi», scrivono infatti i vescovi ucraini, «opponendosi alla mentalità contraccettiva di questo mondo e aprendosi al dono della vita, sperimentano profondi dubbi dopo aver letto le vostre opinioni sulla contraccezione».

Di fronte a tutto questo, come si diceva, la lettera inviata in Germania ha come scopo quello di richiamare alla fedeltà a quanto la Chiesa afferma da sempre: la Via, con l’iniziale maiuscola, è infatti già scritta e non può essere disgiunta dalla persona di Cristo, che è anche Verità e Vita, e che è l’unica risposta possibile alla sete che abita nel cuore umano… non c’è “cammino solidale” che tenga.

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