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NEWS 12 gennaio 2021    di Giuliano Guzzo

Qual è il marito che aiuta di più nelle faccende di casa? Sorpresa.

Se c’è una figura maschile guardata con dichiarato sospetto dalla cultura dominante, è quella del marito religioso, considerato a seconda dei casi come un maschilista, un violento o un sessista. Ebbene, nulla di tutto ciò è vero. Per quanto riguarda la violenza nella coppia, almeno in quella cristiana, apprendiamo infatti da insigni studiosi come il sociologo W. Bradford Wilcox, formatosi a Princeton e cattedratico in Virginia, come la religiosità – intesa come assiduità ai luoghi di culto – sia un fattore protettivo rispetto ai conflitti domestici, non certo scatenante.

Magari non sarà politicamente corretto da dire, ma è così, come mostrano più pubblicazioni specialistiche. Per quanto riguarda invece la suddivisione dei lavori domestici, anche qui, il marito devoto se la gioca alla grande, quanto ad attenzione alla parità, col marito liberal ed egualitario tanto coccolato dai media. A dirlo, un recente studio sociologico al di sopra di ogni sospetto, essendo stato realizzato da due studiose – Bethany Gull e Claudia Geist – e considerando la situazione non già di un singolo stato, bensì quella di ben 34 Paesi attraverso i dati dell’International Social Survey (ISSP); parliamo insomma di un lavoro accurato, pubblicato sulla rivista accademica peer-reviewed Social Compass.

Nello specifico, con questa ricerca, i cui esiti hanno spiazzato le stesse autrici, si è messo in luce come i religiosi conservatori siano proprio coloro i quali, non meno dei maritini liberal, partecipano alle faccende domestiche, così facendo a pezzi le convinzioni di tanto femminismo. In realtà, hanno notato altre due sociologhe – Laurie deRose ed Anna Barren – questi esiti sono sì in controtendenza rispetto al pensiero comune, ma non così spiazzanti per chi abbia un po’ di familiarità con la ricerca. Infatti, in un’analoga direzione è andato già almeno un altro studio, The Ties That Bind: Is Faith a Global Force for Good or Ill in the Family?, report pubblicato nel 2019 dall’Institute for Family Studies e dalla Wheatley Institution.

Ora, pur senza addentrarsi troppo in questioni metodologiche, che potrebbero annoiare il lettore, un particolare va aggiunto, rispetto al marito religioso ed egualitario. Sì, perché quello che questo insieme di ricerche ha messo in luce è come sia i mariti frequentatori sporadici delle funzioni religiose sia quelli occasionali, non siano affatto attivi nell’aiutare la coniuge nelle faccende di casa. Quindi una religiosità blanda, in sintesi, serve a poco. Al contrario, i mariti davvero devoti sono risultati essere al medesimo livello di partecipazione domestica di quelli egualitari e laici. Che dire: una bella batosta sociologica, per una certa narrazione secondo cui la fede vissuta sentita e rappresenta un ostacolo alla vita familiare.

Per la verità non si tratta della sola smentita rispetto ai miti progressisti, come dimostra la citata questione della violenza nella coppia; ciò tuttavia non toglie come sia sempre spassoso osservare come non la morale o la teologia, bensì una disciplina laicissima come la sociologia fare a pezzi le credenze liberal. Che non sono, in quanto tali, credenze religiose in senso stretto, ma sono pur sempre credenze e, come si è visto, spesso e volentieri false credenze.


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