mercoledì 28 settembre 2022
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NEWS 31 Agosto 2022    di Federica Di Vito

Quando Gorbaciov disse: «Giovanni Paolo II salvò il mondo»

A dare la notizia della morte di Mikhail Gorbaciov, poco prima della mezzanotte, è un comunicato della Clinica ospedaliera centrale di Mosca, dov’era ricoverato da tempo. Il primo e ultimo leader dell’Unione Sovietica si spegne all’età di 91 anni. La perestrojka, il crollo del Muro di Berlino, la fine della Guerra fredda, il ritiro dall’Afghanistan, sono tante le immagini che suscita nella nostra mente la figura di Gorbaciov, che era tanto amato all’estero quanto inviso in patria e visto, da molti, come traditore del comunismo. Noi cogliamo l’occasione, oggi, per ricordare uno degli incontri storici del XX secolo: quello del 1989 tra l’ex presidente russo e «la più alta autorità spirituale della comunità internazionale», per usare le parole che usa Gorbaciov parlando di papa Giovanni Paolo II. La prima volta che un presidente dell’est entra in Vaticano, alla viglia del crollo dell’impero comunista.

Un incontro desiderato e preparato sul terreno comune del desiderio di liberare il mondo dalla cortina di ferro. «Mentre l’Ambasciatore sovietico in Italia, Lunkov, confermava ufficialmente la visita, Gorbaciov a Mosca lanciava l’allarme sulle minacce e sui pericoli che la perestroika e lui medesimo, come persona, incontravano sul loro cammino; ed il Papa a Castelgandolfo, ansioso, preoccupato, parlando in russo ad un gruppo di fedeli, implorava la grazia divina sui popoli dell’URSS», così viene descritto da Alberto Marinelli e Joannes Paulus, nel saggio Un incontro lungamente atteso.

«È stato un momento cruciale nella storia mondiale quando abbiamo cominciato a comunicare», con queste parole Gorbaciov parla della «comunione a partire dei pensieri» raggiunta con il Papa, «dopo tanti anni di alienazione e ostilità tra Oriente e Occidente, i leader degli Stati principali finalmente hanno capito che abbiamo un nemico comune, cioè la minaccia di una catastrofe nucleare. Da allora con sforzi congiunti abbiamo cominciato il movimento del confronto alla cooperazione e anche in futuro a un partenariato. Giovanni Paolo II ha sostenuto pienamente questo processo».

Secondo l’ex Presidente russo, papa Wojtyla sapeva sposare «l’alta missione del leader spirituale con una sottile comprensione dei processi sociali e politici di tutto il mondo». Inoltre, secondo Gorbaciov, il Papa aveva saputo comprendere la “perestrojka” come possibilità politica necessaria per «la salvezza dell’intera umanità». Gorbaciov si diceva commosso dalle sapienti parole con le quali il Papa seppe guidare il suo tempo: «Non si può pretendere che i cambiamenti in Europa e in tutto il mondo vadano secondo il modello occidentale. Tutto ciò contraddice le mie profonde convinzioni. L’Europa, come partecipante alla storia mondiale deve respirare con due polmoni».

Detto ciò, va anche ricordato come il tentativo di Gorbaciov di umanizzare il socialismo, in sé apprezzabile, l’abbia portato però a rimanere isolato e a bruciarsi durante la corsa ai suoi stessi ideali. Il suo desiderio di libertà lo condusse al disperato tentativo di riformare un sistema ormai granitico e così, solo – nella stretta tra i golpisti vetero-comunisti e il liberista Eltsin, che gli sfilò il potere dalle mani -, rimase sempre persuaso della possibilità che ogni nazione avrebbe potuto e dovuto decidere per sé.

A proposito della sua visione politica, merita di essere ricordato come nel 2019 egli avesse diffuso il suo Testamento politico in un’intervista a Le Figaro. Eccone un passaggio significativo: «Sotto Putin, la Russia ha fatto una chiara scelta di politica estera: siamo a favore di un mondo multipolare. Putin riconosce il ruolo dell’Occidente nella politica e nell’economia mondiale ed è pronto a collaborare. Vi ricordate, spero, i passi che ha fatto verso l’Occidente, verso gli Stati Uniti. Ma questi passi non sono stati accolti come meritavano. Come negli anni 90, il complesso del vincitore ha impedito all’Occidente di reagire in modo giusto. Non hanno tenuto conto degli interessi della Russia e l’hanno messa davanti al fatto compiuto. Dobbiamo considerare tutto questo quando valutiamo le azioni del nostro Paese. La Russia non accetterà un ruolo secondario negli affari mondiali». (foto: Facebook)

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