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NEWS 5 dicembre 2020    di Redazione

San Nicola e il mito di Babbo Natale

Il personaggio di Babbo Natale è noto per essere un “donatore segreto”. Ciò è dovuto in parte a una storia popolare che aleggia intorno ad un vescovo del IV secolo, San Nicola di Myra. La storia è raccontata nella Golden Legend, una raccolta di storie medievali su molti dei primi santi della Chiesa cattolica.

La vicenda narrata racconta che prima di essere ordinato vescovo San Nicola s’imbatté in una famiglia nobile e ricca caduta poi in disgrazia. Il padre, che si vergognava dello stato di povertà in cui versava, decise di avviare le figlie alla prostituzione. Nicola, venutolo a sapere, intervenì di nascosto lasciando scivolare dalla finestra dell’abitazione dell’uomo una palla d’oro per tre giorni di fila [visibili nell’iconografia classica con cui viene rappresentato], grazie alle quali l’uomo poté far sposare le figlie e risparmiare loro l’onta della prostituzione. Il terzo giorno, quando San Nicola aveva appena lasciato la terza palla d’oro, il padre delle ragazze lo inseguì per strada mentre lui cercava di dileguarsi ed è qui che san Nicola gli chiese di non rivelare mai la sua identità. San Nicola faceva doni a chi era nel bisogno e non voleva che nessuno conoscesse la verità della sua identità. Perché non voleva che nessuno sapesse chi era?

Le storie non ci forniscono tutti i dettagli, ma essendo un sant’uomo, Nicholas probabilmente trovò ispirazione nelle parole di Gesù ai suoi discepoli: Quando fai l’elemosina, non lasciare che la tua mano sinistra sappia cosa sta facendo la tua mano destra, in modo che la tua elemosina possa essere segreta; e il Padre tuo che vede nel segreto ti ricompenserà. (Matteo 6: 3-4) San Nicola è stato il primo “Babbo Natale segreto” e ci ricorda che il miglior regalo è quello fatto da un cuore amorevole, non desiderando alcun riconoscimento personale, ma desiderando solo il bene dell’altra persona.

Chi era davvero San Nicola? Nacque a Patara nel 270 e fu vescovo di Myra, in Licia (odierna Turchia). È una figura avvolta nel mistero, ma indizi archeologici ci hanno permesso di conoscere molto di lui. Il suo nome compare in alcune delle antiche liste dei partecipanti al primo Concilio di Nicea (325). Identificato da molti come il Santo del dono, si occupò del bene dei suoi concittadini, dei più poveri, ottenne dei rifornimenti durante una carestia e ottenne la riduzione delle imposte dall’Imperatore.


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