mercoledì 28 ottobre 2020
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NEWS 26 maggio 2015    
Se diventa presidente degli Stati Uniti, Hillary Clinton cambierà  fedi e culture con la forza. Lo ha detto lei

di Berlicche

 

Questo post è dedicato a tutte le anime belle che si sono illuse che, nel bel mondo nuovo che secondo i riveriti maestri del pensiero ci attende, ci sarà posto per quei folli che credono ancora che la verità esista, e magari si sia incarnata in un uomo.

E' dedicato pure a coloro che continuano a pensare che a cedere a qualche richiesta del mondo, a legittimare questa o quella pratica, "cosa volete che ci sia di male". Credendo magari che tutto si fermi lì, e ignorando che quelle pretese non sono che paraventi per il vero intento che sta sotto.

E' dedicato pure ad una donna che, con coraggio, od incoscienza, o forse perché ormai le cose sono andate troppo avanti e non frega più niente, ha osato dire in pubblico ciò che da un bel po' di tempo veniva sussurrato in privato: che per raggiungere il risultato che lei si fissa, che una certa visione del mondo si pone, questa visione deve essere imposta.

Questa di cui parlo non è una donna qualsiasi: è Hilary Clinton, moglie di quel Clinton che è stato con non troppa lode alla Casa Bianca per due mandati, Segretario di Stato di Obama e ora candidata a diventare il prossimo presidente della nazione più potente del mondo.
Se lei afferma qualcosa state sicuro che non è casuale.

L'occasione è il "2015 Women in the world summit". Hillary sta parlando di quanto secondo lei ancora non va nel mondo, ad esempio l'accesso alla pianificazione familiare (il termine usato per indicare che al fine di abbassare il tasso di mortalità alla nascita è essenziale ammazzare i bambini prima che nascano) e asserisce che perché ciò si diffonda - riporto le sue parole - "deep-seated cultural codes, religious beliefs, and structural biases have to be changed". Tradotto: "Codici culturali profondamente radicati, credenze religiose, e condizionamenti strutturali dovranno essere cambiati".

Fortino, eh? Se qualcosa non è secondo quanto io penso, non va. La libertà in questo caso non solo non è opzionale, ma per niente considerata. 
E in che modo dovrà essere realizzato ciò? Il termine usato è "enforced". Significa: "imposto con la forza". "Le leggi non contano molto se non sono imposte con la forza non solo sulla carta ma in pratica, e le decisioni devono essere messe in atto con risorse e volontà politica". E' abbastanza chiaro che qui sta parlando dello Stato. E' lo Stato stesso che si pone come fonte di tutti i diritti e le decisioni sui cittadini. Se volete aggiungere un altro tassello all'inquietudine, questo è l'approccio da tenersi non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo - Africa e Asia esplicitamente citate. Dittatori etici, padroni del mondo.
Per fare sì che le donne e non solo abbiano quella "choice", quella scelta che la Clinton ritiene essenziale dare loro, sarà inaccettabile che qualcuno possa scegliere di opporsi; e cita il caso di una azienda che ha vinto un ricorso alla Corte Suprema USA per evitare di finanziare gli aborti. Il messaggio è chiaro: se finora abbiamo scherzato, adesso vi faremo piegare.

In effetti, in questi anni di politicamente corretto, avevo raramente letto posizioni così chiare. Certo, c'era quell'agenzia dell'ONU che voleva imporre i cambiamenti dottrinali alla Chiesa; e poi discorsi di massoni di ieri e di oggi. Che poi quanto dichiarato sia già perseguito dai governi di mezzo mondo, USA in testa, non toglie il fascino di vedere la maschera calata, e l'orrore di quanto si intravede al di sotto.
Devono proprio essere sicuri di loro stessi per esporsi così. In effetti a forza di giudici e sentenze stanno demolendo a spron battuto la comune visione umana degli ultimi millenni, e la facilità con la quale ci stanno riuscendo deve avere dato alla testa. Sono più avanti delle loro stesse parole d'ordine: che senso ha, per esempio, lamentarsi ancora come la Clinton che gli omosessuali sono discriminati e licenziati dai loro lavori quando sono esplicitamente a capo delle più potenti e ricche corporazioni del pianeta, e il lavoro lo perde piuttosto chi obbietta contro il matrimonio gay?

Se la signora in questione diventerà Presidente degli Stati Uniti probabilmente una stagione di persecuzioni ancora più forte, o quantomeno più esplicita, di quella attuale ci colpirà.
Evento atteso; non è la prima e (forse) neanche l'ultima volta. Ma non posso fare a meno di pensare quando, una manciata di decenni fa, il comunismo sembrava inarrestabile e tutti qui da noi davano per certa la sua vittoria totale. Si è visto quanto fosse in realtà un'illusione moribonda, anche se a quanto pare la lezione del suo crollo non è stata appresa.

Mi rimane un'ultima considerazione. Non c'è salvezza neanche dal rinchiudersi nel proprio oratorietto privato, dentro casa propria, come taluni si illudono. Non sarò libero non solo di fare, ma neanche di dire o pensare in modo differente. Verranno a prendermi, per portarmi dove non so. Così, senza opposizione, finalmente sorgerà il mondo nuovo.
Io spero di non esserci.

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