mercoledì 28 settembre 2022
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NEWS 21 Settembre 2022    di Raffaella Frullone

Se la cancel culture ora se la prende coi Padri della Chiesa

La scure si è abbattuta su figure di ogni ordine e grado. Da Dante – censurato da una casa editrice olandese che ha pensato di eliminare il personaggio di Maometto dalla Divina Commedia per un generico «non offendere» – a Peter Pan, accusato di «veicolare stereotipi sbagliati» e vietato da Disney+ ai minori di sei anni, insieme agli altrettanto «dannosi» Dumbo, Aristogatti ma anche il bacio del principe a Biancaneve ha fatto discure.

Non è andata meglio alla letteratura inglese, nel mirino degli atenei sono finiti persino Dickens e Shakespeare, accusati di «urtare la sensibilità degli studenti» per i temi trattati, rispettivamente abusi sui minori e classismo. Non si salva nessuno, gli esempi si sprecano e arrivano a colpire i cioccolatini Moretti, espunti dai supermercati svizzeri in nome del politicamente corretto. Ora siamo allo step next, ce la si prende con i Padri della Chiesa. Con Tertulliano, per la precisione.

A strapparsi i capelli a questo giro è l’ex presidente (ops, presidenta) irlandese Mary McAleese che il 6 settembre ha scritto direttamente a Papa Francesco per «chiedere di rimuovere» del  «materiale terribile», da un sito «legato al Vaticano» reo di «offendere tutte le donne e il creatore che le ha create». Nel mirino della McAleese in particolare c’è un testo caricato nel 2016 sul sito del Dicastero dei Laici Famiglia e Vita, presente sul sito come un documento consultabile, nello studio del ruolo della donna nella Chiesa antica e linkato ad un altro testo del teologo Jean Danielou.

McAleese nella sua missiva chiede «un urgente chiarimento sul materiale sessista offensivo pubblicato». Tertulliano, morto nel 230 dopo Cristo quindi quasi duemila anni fa, riferendosi a Eva scrive della donna: «Tu sei il sigillatore di quell’albero [proibito]: tu sei il primo disertore della legge divina: tu è lei che ha persuaso colui che il diavolo non è stato abbastanza valoroso da assalire. Hai distrutto così facilmente l’immagine di Dio, uomo. A causa del tuo deserto, cioè della morte, anche il Figlio di Dio ha dovuto morire». A questo punto non si capisce per quale ragione la McAleese non se la sia presa direttamente con la Genesi, o addirittura con l’Onnipotente quando, rivolgendosi a Eva dopo il peccato consumato, disse «Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto ma egli ti dominerà».

Certo è che l’ex presidente irlandese ha una certa facilità nell’abusare delle accuse di sessismo la Chiesa, omofobo il magistero, misogina la Dottrina. Addirittura qualche anno fa ha riferito che durante il suo lungo mandato presidenziale(1997–2011), nel corso di una visita ufficiale a Giovanni Paolo II si è trovata di fronte ad una “battuta sessista”. In particolare nel 1999 Papa Wojtila avrebbe teso la mano a suo marito Martin chiedendogli se non avesse preferito essere presidente irlandese invece che sposare la presidente irlandese. Un’uscita secondo la McAleese inaccettabile che avrebbe chiesto e ottenuto le scuse prima di cominciare il colloquio con San Giovanni Paolo II.

Forse alla McAleese potrebbe rileggere la Lettera alle donne del Papa polacco: «Sono convinto però che il segreto per percorrere speditamente la strada del pieno rispetto dell’identità femminile non passa solo per la denuncia, pur necessaria, delle discriminazioni e delle ingiustizie, ma anche e soprattutto per un fattivo quanto illuminato progetto di promozione, che riguardi tutti gli ambiti della vita femminile, a partire da una rinnovata e universale presa di coscienza della dignità della donna. Al riconoscimento di quest’ultima, nonostante i molteplici condizionamenti storici, ci porta la ragione stessa, che coglie la legge di Dio inscritta nel cuore di ogni uomo. Ma è soprattutto la Parola di Dio che ci consente di individuare con chiarezza il radicale fondamento antropologico della dignità della donna, additandocelo nel disegno di Dio sull’umanità».

E ancora: «Si ponga davvero nel dovuto rilievo il “genio della donna “, non tenendo conto soltanto delle donne grandi e famose vissute nel passato o nostre contemporanee, ma anche di quelle semplici, che esprimono il loro talento femminile a servizio degli altri nella normalità del quotidiano. È infatti specialmente nel suo donarsi agli altri nella vita di ogni giorno che la donna coglie la vocazione profonda della propria vita, lei che forse ancor più dell’uomo vede l’uomo, perché lo vede con il cuore. Lo vede indipendentemente dai vari sistemi ideologici o politici. Lo vede nella sua grandezza e nei suoi limiti, e cerca di venirgli incontro e di essergli di aiuto. In questo modo, si realizza nella storia dell’umanità il fondamentale disegno del Creatore e viene alla luce incessantemente, nella varietà delle vocazioni, la bellezza – non soltanto fisica, ma soprattutto spirituale – che Dio ha elargito sin dall’inizio alla creatura umana e specialmente alla donna». (Foto: YouTube)

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