lunedì 26 settembre 2022
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NEWS 6 Settembre 2022    di Redazione

«Se si incoraggia l’eutanasia, ci sarà un risparmio»

Finalmente qualcuno che dice le cose come stanno, per quanto possano essere scomode. Mary Kenny, classe 1944, è una giornalista, conduttrice televisiva e drammaturga irlandese. Membro fondatore dell’Irish Women’s Liberation Movement, movimento femminista nato intorno al 1970. Il 3 settembre, questa intellettuale ha pubblicato un tweet, riprendendo una ricerca canadese del 2017, sulle vere ragioni che spingono verso l’eutanasia.

 

Viene costantemente sottolineato che gli ultimi sei mesi di vita sono i più costosi per qualsiasi servizio sanitario. Incoraggiare l’eutanasia ha un senso economico assoluto.

La ricerca, su cui si basa questo tweet, suggerisce che la “morte medicalmente assistita” potrebbe comportare risparmi sostanziali per tutto il sistema sanitario canadese. La morte assistita potrebbe ridurre la spesa sanitaria annuale in tutto il paese con un risparmio che si aggira tra i 34,7 milioni e 136,8 milioni di dollari, secondo quanto pubblicato sul Canadian Medical Association Journal. I risparmi superano quindi di gran lunga i costi stimati da $ 1,5 a $ 14,8 milioni associati all’implementazione dell’eutanasia.

I ricercatori hanno utilizzato dati provenienti da Paesi Bassi e Belgio, dove l’eutanasia è legale, combinati con i dati di spesa canadesi dell’Ontario. Aaron Trachtenberg, autore del rapporto e dottore di medicina interna all’Università di Calgary, afferma che potrebbero esserci dei costi iniziali, ma ci sarà anche una riduzione della spesa in altre parti del sistema.

I costi sanitari aumentano notevolmente nei pazienti che si avvicinano alla fine della loro vita, ha affermato Trachtenberg. «I canadesi muoiono negli ospedali più spesso, diciamo, delle nostre controparti in America o in Europa e… abbiamo una mancanza di servizi di cure palliative anche se stiamo cercando di migliorarlo. E quindi le persone finiscono per trascorrere gli ultimi giorni in ospedale. L’assistenza ospedaliera costa al sistema sanitario più di un sistema completo di cure palliative con cui potremmo aiutare le persone a raggiungere il loro obiettivo di morire a casa».

Il rapporto specifica che il 20% dei costi sanitari è attribuibile ai pazienti entro i sei mesi prima della loro morte, nonostante questi rappresentino solo l’1% della popolazione. I pazienti che scelgono l’eutanasia possono rinunciare a questo periodo ad alto consumo di risorse, afferma – tristemente – il rapporto. Forse, questa ammissione finalmente onesta, per quanto drammatica e inquietante – da parte di Mary Kenny -, potrebbe far riflettere sul vero senso dell’eutanasia. Spacciata come diritto del malato, come libertà di scelta, nasconde in realtà quelli che sono palesi interessi economici delle istituzioni. (Foto: YouTube)

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