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NEWS 30 dicembre 2019    di Redazione
«Ho sentito un bisogno inspiegabile, quello di comperare un crocifisso»

La storia di Alexandra ci parla di una realtà forse più comune di quanto si pensi. Quella di giovani che non riescono a dare un senso vero alle loro giornate, magari feriti, magari superficiali, magari accecati. A volte la via d’uscita è in un piccolo segno, come il crocifisso di Alexandra, un segno a cui occorre dire un piccolo “sì” per poi veder cambiare tutto.

«Non ho mai conosciuto mio padre», racconta, «e ho perso mia madre molto presto. Ha ceduto alla sua dipendenza da alcol e droghe. Cercavo risposte e ho trovato rifugio nelle serate con musica elettronica. Uscivo molto e mi sono anche drogata. Per molto tempo ho cercato una via di fuga, per capire le ragioni di tutto ciò senza riuscirci».

«Ho incontrato il padre di mio figlio durante una di queste serate», continua. «Dopo la nascita del nostro bambino, ha iniziato a picchiarmi. Ho letto negli occhi di mio figlio: “Mamma, salvaci, salvaci!”. Da quel momento sono fuggita e ho sentito un bisogno molto forte, più forte di ogni altra cosa, un bisogno inspiegabile, di comprare la piccola croce che ancora oggi indosso al collo. Credevo fermamente che questa croce mi avrebbe protetto».

«Sono andata a rifugiarmi nelle chiese, in molte chiese. In una di queste in particolare, nella mia parrocchia, la chiesa più vicina a casa mia: Sainte-Marie des Batignolles, ho sentito molto, molto amore. Tanta comprensione. Ho sentito tutto l’amore che c’era dentro questa chiesa. Mi sembrava di essere abbracciata da qualcuno. Sono crollata, ho pianto tutte le lacrime che avevo in corpo, tutte le lacrime che potevo e mi sono sentita consolata».

«Tutto il peso che avevo sulle spalle lo affidai a Gesù, perché solo lui poteva capirlo, accompagnarmi e calmarmi. Quando mi sono rifugiata tra le sue braccia ho finalmente capito e mi sono sentita capita. Alla fine avevo trovato qualcuno che mi aiutasse ad andare avanti, avevo trovato Dio. Finalmente sarei stato in grado di andare avanti. Mi ha completamente trasformato questa esperienza, mi ha liberata, ha fatto emergere la persona che era dentro di me. Una persona che non ha ricevuto l’amore che le era dovuto, l’amore che sperava dai suoi genitori».

«Ho trovato pace e serenità, mi sento riconciliata con me stessa. Questo amore ha portato via molta amarezza e tutto l’odio che avevo dentro di me. Ora, ogni mattina, quando prego e quando ascolto e partecipo alle lodi, ricevo un’energia folle. Posso iniziare la giornata con tanto amore, sole nella mia vita, gioia, compassione, e mi dico che la mia giornata trascorrerà sotto il segno di questo immenso amore».


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