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Si può credere alla salvezza solo dopo aver sperimentato l’amore
NEWS 10 Marzo 2024    di Don Massimo Vacchetti

Si può credere alla salvezza solo dopo aver sperimentato l’amore

Luce, tenebra, male, verità. Il Vangelo di questa domenica contiene alcune delle parole più importanti del vocabolario cristiano. Ognuna di esse meriterebbe un approfondimento, ma dobbiamo liberarci dalla tentazione di dividere, troppo facilmente, i buoni dai cattivi, la luce dalle tenebre. C’è qualcosa di insidioso nel creare linee di demarcazione. Tuttavia, non possiamo non riconoscere che in questo tempo, forse più di altri, il male non solo avanza, ma lo fa senza ritegno contraddicendo la Parola di Gesù: “Chiunque fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate”.

Il male, oggi, rivendica di essere riconosciuto come un diritto. Addirittura, l’aborto è stato posto alle fondamenta dello Stato francese, inserito nella Costituzione come pilastro della convivenza tra gli uomini. Non appena una legge, ma nella Costituzione, tra i principi irrinunciabili come a dire: “Viva la Rivoluzione di poter sopprimere la vita di un innocente!”. Penso alla cultura Gender che ama il confuso, l’indistinto, “cancella le differenze e rende tutto uguale”. Non c’è serie tv in cui non s’imponga un tipo di amore ambiguo. Non possiamo accettare la pervasività del male che si affaccia anche all’interno delle nostre comunità cristiane nel tentativo buono di accogliere e dialogare, dimenticando ingenuamente che il male è opera del diavolo, la più astuta delle creature invisibili. Siamo sicuri di essere più furbi del Maligno? Il Cardinale che mi ha ordinato si raccomandava, nel nostro agire pastorale, di non scandalizzare i più piccoli.

Eppure, se uno considera la propria esperienza, il male e il bene, la luce e la tenebra sono inevitabilmente intrecciati dentro la nostra vita. Non possiamo presumere di strapparci di dosso il male perché amputeremmo qualcosa di noi. La Chiesa ha sempre combattuto le eresie dualistiche – pur con nomi e connotati diversi – come il manicheismo, il catarismo, il giansenismo.

Livia è una donna il cui sorriso siciliano riempie di sé la pizzeria in cui ceniamo. “Volevo fare la modella. Scappai di casa e ho vissuto per lungo tempo disordinatamente la vita. Una notte “rientrai in me stessa” e mi chiesi cosa stessi facendo della mia vita. Per provvidenza venni invitata ad un incontro di preghiera. Ci andai. Un amore travolgente dinanzi all’Eucarestia mi riempìì l’anima. Adorando cominciai a piangere. Avevo fatto esperienza dell’amore che salva. Mentre, ero lì in preghiera, con le mani e le lacrime giunte, una persona senza che io la conoscessi – sarebbe diventata la mia migliore amica – si avvicinò e mi sussurrò nell’orecchio: “Nessuno ti condanna”. Mentre racconta queste cose, nel ristorante, il silenzio prevale. Niente è più commovente della misericordia. È quello che ciascuno desidera per sé.

Dove nasce? Per Livia nasce prima ancora che dalla parola sussurrata da qualcosa che ha scoperto. Nasce dal riconoscimento che Cristo “ha tanto amato il mondo”, “ha tanto amato lei, quel mondo che è lei, quel cuore così desideroso di essere considerata, quella vita così famelica di essere guardata nelle varie sfilate di bellezza”. Cristo ha tanto amato il suo desiderio di essere amata, da dare se stesso.

Cristo si è lasciato innalzare sulla Croce perché tu potessi avvertire di essere amato. Cristo si lascia innalzare nell’ostia dal sacerdote sull’altare perché tu possa accorgerti che niente di te, è perduto. Niente di quel desiderio assecondato scompostamente andrà perduto. Niente di te è da condannare. Tu sei redenta. Tu sei salvato. E con te, tutto il tuo desiderio.

Tuttavia, si può credere alla salvezza solo dopo aver fatto esperienza dell’amore.Bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna”. Cristo non si dona perché tu credi in Lui. Al contrario, Cristo si offre al mondo, fa di sé un sacrificio per la redenzione di tutti – chi è nelle tenebre e chi è nella luce; si dona a te perché facendo esperienza della Sua Verità e la Verità è Cristo crocifisso per amore, tu possa credere. E credendo, tu possa far entrare la Vita Eterna dentro tutti gli anfratti della tua vita.


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