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Sillabari pericolosi
NEWS 29 Novembre 2017    

Sillabari pericolosi

 IL TIMONE – Dicembre 2009 (pag. 12-13)
di  Mario  PALMARO
 
 Genitori, occhio ai manuali scolastici dei vostri bambini. 
Un mix di evoluzionismo, ambientalismo, e di rifiuto del soprannaturale. Nessuna resurrezione per Gesù, Lutero era buono, mentre i Papi pensavano alla politica. 
La “Messa” protestante? “Non molto diversa da quella cattolica”
Avete mai sfogliato i libri di scuola dei vostri bambini? È un’esperienza molto interessante, che tutti i genitori dovrebbero fare. La prima cosa che noterete è che i libri del terzo millennio sono molto più colorati e allegri di quelli di una volta: disegnini e vignette, caratteri di stampa che richiamano i fumetti e i giornalini, quiz e giochetti. 
Cartelle sempre più pesanti 
La seconda cosa che colpirà la vostra attenzione riguarda le quantità. Per generazioni abbiamo imparato a leggere, scrivere e far di conto, a ricordarci della mano di Muzio Scevola e del capoluogo dell’Abruzzo studiando su un unico sussidiario, al massimo due. Cartelle leggere e lezioni pesanti e impegnative. Adesso i “saperi” – come li chiamano gli esperti – si sono moltiplicati, e con loro le pagine. Ecco che cosa un bambino di quinta elementare deve infilare in cartella per una normale giornata di scuola: sussidiario di storia e geografia, 170 pagine; sussidiario di matematica, scienze e informatica, altre 170 pagine; libro di inglese, “solo” 94 pagine; esercizi e problemi di matematica, 96 pagine; libro di lettura (che però si chiama “Intreccio dei linguaggi”), 240 pagine; grammatica (che però reca l’enigmatico titolo “Riflessione linguistica”), altre 96 pagine. Da aggiungere, ovviamente, i relativi quaderni e quadernoni, l’astuccio, qualche altro accessorio. Insomma: il piccolino che parte ogni mattina con il suo zaino di 7 kg ricorda più gli Alpini in Russia che  un fanciullo alle prese con compiti e interrogazioni. Questo diluvio cartaceo aumenta la preparazione culturale? Abbiamo qualche dubbio: alla fine della quinta elementare eravamo capaci di fare divisioni e moltiplicazioni, e di scrivere evitando imbarazzanti errori di ortografia. Capacità oggi ignote a molti laureati. Ma lasciamo perdere questo aspetto, e concentriamoci sui contenuti di questi libri. Faremo delle scoperte sorprendenti. 
Sotto il segno di Darwin 
Gli ingredienti dei nuovi sillabari – ne abbiamo letti e consultati moltissimi – presentano alcuni elementi ricorrenti: tanto, tantissimo evoluzionismo; quantità industriali di ambientalismo, prevalenza schiacciante delle scienze sperimentali, nessuna apertura al soprannaturale e anche a un pur vago “senso religioso”. 
Tutto comincia in terza elementare, quando i nostri piccoli italiani vengono inchiodati per tutto l’anno scolastico nel magico mondo della preistoria. La quale, come dice la parola stessa, viene “prima” della storia e non può fare affidamento su testi scritti e su documenti redatti da testimoni oculari che raccontino che cosa effettivamente è successo. Ma non importa: i manuali riferiscono con granitica certezza tutto quello che c’è da sapere su quanto accaduto 570 milioni di anni fa. Ecco così piovere sulle teste di inermi bambini di 8 anni la successione delle ere geologiche, in un tripudio di paleozoico, mesozoico e cenozoico. Tra un manuale e l’altro fioccano le contraddizioni, si registrano oscillazioni di decine, talvolta centinaia di milioni di anni. Bazzecole, pinzillacchere, direbbe Totò: l’importante è sapere che tutto cominciò “circa” (e questo avverbio è qui un vero capolavoro) 15 miliardi di anni fa, con il celeberrimo Big Bang. Comenacque la Terra? Dio non c’entra. Al massimo è il protagonista delle leggende degli indiani d’America e degli antichi Maya. Ma la religione è favola, e il sussidiario risponde con le certezze della scienza: eravamo una palla di fuoco, ci siamo raffreddati, poi il famosissimo brodo primordiale, e quindi la vita. Poi i pesci, le piante, gli anfibi, i dinosauri, gli uccelli, i mammiferi, i primi ominidi. E qui, l’immancabile sequenza con la scimmia piegata sulle ginocchia che pian piano si “rialza”, e diventa homo sapiens sapiens, un tipo definito “spietatissimo” e proprio per questa ragione capace di eliminare quell’ingenuo dell’homo abilis.
Dunque, noi siamo i discendenti del ramo “spietatissimo” Homo sapiens che, a leggere questi sillabari, nasce naturaliter laicista: egli infatti “dipinge le caverne, fabbrica utensili e seppellisce i morti”. Ma nessun accenno al fatto che le inumazioni (e i relativi arredi) sono una prova antichissima della credenza in una qualche forma di continuazione della vita dopo la morte. Tutta la terza elementare trascorre così, sotto il segno di Darwin, inginocchiati davanti al dogma evoluzionista, arrestandosi al Neolitico, prima di qualunque accenno alle civiltà antiche (Egizi, Fenici e così via), che arrivano solo in quarta.
Socrate? Era uno scienziato
Le pagine di geografia e di scienze sono un tripudio di luoghi comuni ambientalisti: il buco d’ozono, l’effetto serra, il dissesto idrogeologico sono fenomeni che portano la firma dell’uomo. Non mancano gli omaggi a Malthus: l’India “ha gravi problemi, soprattutto per la sovrappopolazione”. Assai frequente il pregiudizio scientista: un testo di quinta elementare spiega che i filosofi greci “si interrogavano sull’origine del mondo e sui fenomeni naturali, non accontentandosi delle risposte date dalla mitologia” e questo “desiderio di conoscenza
portò verso la ricerca scientifica con notevoli risultati in geometria, fisica, medicina, astronomia, geografia”. È vero che i primi filosofi furono spesso anche “scienziati”. Ma è possibile ridurre i presocratici e il problema della “causa prima” (la cosiddetta arché), Socrate e la sua testimonianza morale, Platone e la sua riflessione sull’anima, Aristotele e la sua metafisica; ridurre tutti costoro a degli Umberto Veronesi ante litteram? Pagine di scienze: la differenza fondamentale tra uomo e primati? “Le dimensioni del cervello, il nostro è più grosso”. Chissà allora come saranno intelligenti gli elefanti…
Cristianesimo senza resurrezione
Le cose vanno anche peggio quando si passa alla descrizione storica delle religioni. Il cristianesimo? Gesù “difendeva i poveri, gli umili, gli oppressi dai ricchi e dai potenti” e “i ricchi sacerdoti ebrei lo consideravano una minaccia al loro potere”. Praticamente, un Gesù riletto da Carlo Marx ad uso dei fanciulli. Ma non è finita. Gesù viene condannato alla crocifissione da Pilato. “Dopo la morte di Gesù, la sua buona novella venne annunciata dai discepoli e diede vita a una nuova religione, chiamata cristiana”. E la resurrezione, chiederete voi? Cancellata, censurata, eliminata. Dettaglio di nessuna importanza. Infatti, il cristianesimo “affermava che tutti gli uomini sono uguali davanti a Dio e predicava il perdono, contrastando in tutto i valori della società romana, escludeva la schiavitù e la guerra, motivo per cui fu vietata”. Quindi, per trovare una religione che “considerava la morte un proseguimento della vita terrena” occorre leggere nello stesso sillabario la pagina dedicata agli Etruschi.
Quel sant’uomo di Lutero
E i testi di religione per le scuole elementari? Ne prendiamo uno di buon livello, che infatti esibisce il nulla osta della Conferenza episcopale italiana e l’imprimatur della diocesi di Treviso. Lutero: “Non era sua intenzione separarsi dalla Chiesa, voleva solo tornare al vero insegnamento della Bibbia, perché a quel tempo i Papi e molti vescovi si occupavano delle vicende politiche e sembrava che tutti si fossero dimenticati dell’insegnamento di Gesù”. Segue poi una rassegna di “ministri” delle varie religioni che si presentano.
“Salve, sono un pastore protestante. I nostri ministri possono sposarsi ed essere sia uomini che donne. Le nostre celebrazioni, vale a dire le messe, non sono molto diverse da quelle cattoliche: anche per noi il momento più importante è l’eucaristia che chiamiamo cena. Non abbiamo il tabernacolo perché il pane avanzato non viene conservato” (sic!). Che cos’è l’ecumenismo? “Attraverso l’ecumenismo si vogliono superare le divisioni, mostrando che ciò che è andato perduto nella nostra tradizione può essere ritrovato in un’altra (sic!). Non si tenta quindi di convertire una Chiesa (maiuscolo nel testo) all’altra, ma di aprire un dialogo che arricchisca le varie Chiese”. Quattro esempi di “persone che hanno vissuto pienamente gli insegnamenti di Gesù: Padre Kolbe, Padre Pio, Madre Teresa di Calcutta, Martin Luther King”.
Sorpresa finale: tutti i testi che abbiamo descritto, senza eccezione, sono adottati da scuole “paritarie” di ispirazione cattolica. I genitori sono avvertiti: il pericolo non viene solo da internet, videogiochi, cattive compagnie. Si nasconde, a volte, nelle cartelle dei nostri figli.