sabato 28 gennaio 2023
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NEWS 31 Dicembre 2022    di Redazione

Sorpresa: la neolingua gender non piace. Per nulla

Nonostante gli sforzi continui, se non martellanti, di indottrinamento mediatico, scolastico e talvolta perfino legislativo, la neolingua gender non sfonda. Proprio così. La gente continua a parlare come ha sempre fatto, a dispetto della propaganda posta in essere da guru e influencer vari. A rilevarlo è stato il New York Post che, in un articolo dedicato all’argomento, ha commentato gli esiti di un sondaggio promosso in questi giorni dal New York Times a proposito delle parole «offensive» che sarebbe meglio non dire.

Peccato che l’indagine – realizzata su un campione di 4.000 adulti – abbia dato esiti tutt’altro che confortanti, per chi sposi l’agenda liberal e progressista. L’espressione più respinta (con il 90% di contrari) è stata «allattamento al petto» al posto di «allattamento seno» (che ha ottenuto l’approvazione dell’85% del campione); bocciata anche l’espressione «genitore partoriente» (con 66% di no) al posto di «donna incinta», che ha invece riscosso il favore dell’86% dei rispondenti alle domande.

Il dato singolare, rilevato dal quotidiano newyorkese, è stata la reazione che ha avuto il rivale liberal, ossia il New York Times, che ha scelto di presentare questi risultati dicendo: avete visto? Tanti spauracchi da parte della destra – per esempio sulla parola «donna» – per nulla. In realtà, ciò che l’indagine ha rivelato non è che le paure dei conservatori siano infondate, tutt’altro. Si è invece visto che, semplicemente, l’opera di indottrinamento posta in essere dal cinema e dai media, trainati dal fronte Lgbt, non ha ancora attecchito: ma ciò non vuol dire che non ci sia. Anzi.

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