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Stop ai cellulari in classe, bene la linea di Valditara
NEWS 21 Dicembre 2022    di suor Anna Monia Alfieri

Stop ai cellulari in classe, bene la linea di Valditara

Come preannunciato, il Ministro Giuseppe Valditara ha emanato una nota chiara e definita riguardante il tema, quanto mai attuale, dell’utilizzo del cellulare in classe. Chi ha esperienza di scuola ma, in generale, chi ha a cuore la formazione dei giovani non potrà non condividere la linea di equilibrata fermezza seguita dal Ministro. In sostanza, nel documento firmato lunedì 19 dicembre u.s., si ribadisce che l’utilizzo del telefono a scuola è vietato, con alcune comprensibili e condivisibili eccezioni. Si legge infatti: «È viceversa consentito l’utilizzo di tali dispositivi in classe, quali strumenti compensativi di cui alla normativa vigente, nonché in conformità al Regolamento d’Istituto, con il consenso del docente, per finalità inclusive, didattiche e formative, anche nel quadro del Piano Nazionale Scuola Digitale e degli obiettivi della c.d. “cittadinanza digitale».

Mi piace, inoltre, considerare altri due aspetti. Quanto affermato dal prof. Valditara non è espressione di una idea personale.Innanzitutto, nel documento ministeriale si fa riferimento a documenti precedenti, tra cui la circolare 30 del 15 marzo 2007 che già vietava l’utilizzo «di telefoni cellulari e di altri dispositivi elettronici durante l’attività didattica» e lo Statuto delle studentesse e degli studenti di cui al DPR 249 del 24 giugno 1998. Pertanto il Ministro Valditara non ha fatto altro che seguire e riaffermare, in una perfetta logica di continuità (tanto importante per il mondo della scuola), quanto affermato dai suoi predecessori a Viale Trastevere. Non solo. La Nota Ministeriale è accompagnata dalla relazione finale dell’indagine conoscitiva della 7^ Commissione Permanente del Senato della Repubblica «sull’impatto del digitale sugli studenti, con particolare riferimento ai processi di apprendimento». Questi due aspetti sono già di per sé sufficienti a frenare ogni polemica. Ritengo poi molto belle le parole con le quali il Ministro chiude la Nota, quando parla di «contesto sicuro, dignitoso e sereno» per l’apprendimento e auspica una «sempre più sinergica alleanza tra scuola, famiglie, alunne e alunni». Queste parole dimostrano passione ed attenzione educativa davvero belle e profonde. Ecco perché non posso comprendere le polemiche che hanno accompagnato la diffusione della Nota ministeriale: è, infatti, inutile sdegnarsi o stracciarsi le vesti quando la cronaca ci mostra casi di utilizzo grave e scorretto del cellulare a scuola.

Ancora un’altra osservazione: nell’attuale contesto della nostra società in cui tutto è pericolosamente incerto, tutto è sottoposto all’inutile tarlo dell’analisi fondata su un distorto concetto di spirito critico, prese di posizioni chiare, che ribadiscono concetti che dovrebbero essere scontati, come quella del prof. Valditara, sono quanto mai utili perché aiutano a porre in ordine le questioni. Chiarezza non significa imposizione, così come idea non è sinonimo di ideologia.

Occorre, da parte di tutti, adulti in primis, uno scatto di responsabilità nell’andare oltre ogni logica divisiva e ideologica e a riconoscere che il bene va riconosciuto sempre, da qualsiasi parte politica o della società civile esso provenga. Alcune consorelle della mia Congregazione svolgono il loro apostolato in terra di Missione, in Africa e in Amazzonia. Posso io non riconoscere il bene compiuto, sempre in quelle terre, da organizzazioni laiche di volontariato? Assolutamente no, sarei quantomeno ipocrita. Allora, allo stesso modo, invito tutti, anche il mondo cattolico, a riconoscere il bene, ovunque si trovi e da qualsiasi parte provenga. Un invito tanto più forte per il mondo della politica, perché si accorga del bene e lo sostenga, si accorga del male e lo rifiuti. Bene e male, del resto, non hanno colore politico.


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