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NEWS 27 giugno 2020    di Giulia Tanel
Storie di vita: padri e figli al servizio del Signore

Le vie del Signore, qualora si decida di mettersi al Suo servizio e di ascoltare la Sua voce, si diramano su percorsi che la nostra fantasia non sarebbe in grado di immaginare.

A dimostrarlo in maniera molto concreta sono tre incredibili storie riportate dal National Catholic Register, che raccontano di genitori e figli che servono assieme Dio come sacerdoti e/o come diaconi.

STAN E ANDY UPAH

Nello Iowa, nel 2017, Stan Upah è stato ordinato diacono permanente, mentre suo figlio primogenito Andy era diacono transeunte, in cammino verso l’ordinazione sacerdotale. «Entrambi», ha affermato Stan, «abbiamo finito per essere diaconi durante la mia Messa di ordinazione». Un anno dopo, quindi, Stan ha prestato servizio come diacono alla Messa di ordinazione di suo figlio e poi durante la prima Messa celebrata nella loro parrocchia. Ad oggi, padre e figli si sostengono a vicenda nella loro specifica missione e dialogano molto attorno a temi ecclesiastici.

Stan e Andy hanno dunque avuto un percorso in parte parallelo, ma senza che questo fosse pianificato. Anzi, nel momento in cui padre Andy, dopo un periodo di aridità, si riavvicinò alla fede e decise infine di rispondere alla chiamata che sentiva nel cuore («Volevo portare i sacramenti agli altri e la bellezza della fede agli altri», ha dichiarato), non sapeva che suo padre aveva deciso di intraprendere il percorso del diaconato permanente. Padre che, tra l’altro, aveva riconosciuto da tempo il germe nella vocazione nel proprio figliolo, ma che non lo aveva mai forzato: «Se riconoscono <la vocazione> nel figlio», afferma oggi rivolgendosi agli altri genitori, «non gli facciano pressione, ma lo consiglino».

CARLOS E MICHAEL GARCIA

Anche Carlos e il figlio Michael hanno avuto un percorso intrecciato: nel 2013 il padre è stato ordinato diacono, nel 2014 il figlio è divenuto diacono transeunte e nel 2015 è stato ordinato sacerdote e ha celebrato la sua prima Santa Messa, naturalmente con accanto suo Carlos che prestava servizio.

Anche in questo caso, alla radice di tutto vi è una famiglia devota: padre Michael, infatti, ricorda che al liceo leggeva quotidianamente la Bibbia con suo padre e suo fratello e che ogni domenica, prima della Messa, la famiglia si riuniva per la recita del Santo Rosario. Quando ha comunicato la decisione di essere indirizzato sulla via del sacerdozio, appena dodicenne, i suoi genitori si sono mostrati molto favorevoli e, quando qualche anno dopo si è ritrovato a fare il grande passo, si è sentito molto sostenuto. Un aspetto, questo, in sé non determinante, ma comunque oggi sempre più raro.

JIM E KEVIN HOSTUTLER

Un unicum negli Stati Uniti è invece quello degli Hostutler, che – a quanto pare – sono gli unici padre e figlio diaconi permanenti al servizio della Chiesa negli Stati Uniti. Entrambi mariti ed entrambi padri, sono uniti da un «legame spirituale molto forte».

Jim è stato ordinato diacono nel 1986, quando suo figlio Kevin era ancora un ragazzino. Ragazzino che è tuttavia poi cresciuto, si è sposato, ha messo al mondo 5 figli e che nel 2017 si è sentito chiamato a seguire le orme del padre. In tutto questo, naturalmente, lo stile di vita devoto respirato in casa, l’esempio di Jim, ma anche l’ambiente di studi che ha permesso a Kevin di entrare in contatto con santi sacerdoti hanno rivestito un ruolo molto importante: pur nel riconoscimento della propria vocazione al matrimonio, quindi, una volta che i suoi figli sono cresciuti ha deciso anche lui di mettersi al servizio in maniera specifica all’interno della Chiesa.

IN ITALIA: DON PROBO VACCARINI

Le storie fin qui raccontate non sono, naturalmente, uniche nel loro genere, seppure si tratti di situazioni di certo rare. Volgendo lo sguardo all’interno dei nostri confini, troviamo l’incredibile storia di don Probo Vaccarini, classe 1919: reduce della campagna di Russia, sposo, padre di 7 figli dei quali 4 sacerdoti, vedovo a soli 51 anni… e quindi sacerdote a sua volta. Una vita intensa e ben spesa, insomma, come si evince dai frutti che il Signore ha fatto germogliare nel seno della sua famiglia. «Sono stato padre e marito, prima di diventare prete», aveva dichiarato alla soglia dei 100 anni al settimanale diocesano riminese Il Ponte. «Sacerdote, chi l’avrebbe mai pensato? Eppure mi sento come un prete fresco di ordinazione».


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