lunedì 28 novembre 2022
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NEWS 28 Ottobre 2022    di Redazione

«Sui cristiani perseguitati in Nigeria c’è una cospirazione del silenzio»

Quello che sta succedendo, rispetto alla persecuzione dei cristiani in Nigeria, «è più di una cospirazione del silenzio, è un sostengo aperto, un favoreggiamento e un incitamento a questi atti, perché i colpevoli non subiscono mai conseguenze». Non si può dire abbia impiegato mezzi termini monsignor Wilfred Chikpa Anagbe, vescovo di Makurdi – città nigeriana e capitale dello stato federato di Benue – per descrivere l’atteggiamento della comunità internazionale rispetto alla carneficina che da tempo si verifica nel suo Paese.

Le sue parole di denuncia – ampiamente riprese dall’agenzia Catholicnewsagency – pesano però doppiamente, se si considera in quale contesto egli le ha pronunciate, vale a dire nel corso di una visita al Parlamento europeo, a Bruxelles. Un incontro che il vescovo africano ha tenuto dal momento che, su invito dell’agenzia pontifica mondiale Acs (Aiuto alla Chiesa che Soffre), da qualche settimana è in Europa e anche in Germania ha preso parte ad una giornata di solidarietà e sensibilizzazione su tali temi. Ma torniamo alle parole del vescovo di Makurdi.

Mons. Anagbe non si è limitato a chiamare in causa la «cospirazione del silenzio» a danno dei cristiani; ha pure descritto quello che avviene in Nigeria «nient’altro che una jihad», da intendersi a sua volta come un crimine dai «molti nomi: terrorismo, rapimenti, pastori assassini, banditismo, milizie e così via». Da notare come il pastore africano non si sia limitato a sottolineare l’indifferenza della comunità internazionale rispetto ai crimini e alle violenze subite dai suoi fedeli; egli ha fatto anche un passo oltre, segnalando come tali fenomeni siano spesso inquadrati in modo errato.

Più precisamente, incontrando gli eurodeputati e altri funzionari dell’Ue, egli ha segnalato l’erroneità della tesi secondo qui quanto avviene in Nigeria non abbia nulla a che fare con la religione. Del resto, la matrice islamista della gran parte di crimini e uccisioni è palese; così com’è palese la dimensione di tali orrori. Secondo lo stesso governo, più di 5.000 persone sono state uccise e più di due milioni di sfollati nello stato di Benue tra il 2011 e il giugno 2022.

Per non parlare, poi, della situazione se possibile ancora più difficile che si vive nel nord della Nigeria, dove i cristiani sono in minoranza lì e spesso soggetti alla legge islamica della Sharia. Le persecuzioni, però, non sono il solo problema della comunità nigeriana. C’è pure, ha segnalato sempre mons. Anagbe, «una notevole carenza di cibo e una totale perdita della dignità umana, poiché uomini, donne e bambini ricorrono spesso a mezzi disumani per sopravvivere».

Di qui l’appello finale del vescovo a Bruxelles: «Chiedo a tutti di venire in aiuto della comunità cristiana in Nigeria prima che sia troppo tardi». Queste sue parole riusciranno a sensibilizzare l’Ue sul dramma delle persecuzioni dei cristiani nigeriani? Visti i precedenti, la speranza non è purtroppo molta. Ma chissà che la testimonianza di un pastore in carne ed ossa, che ha raccontato la verità qual è – nuda e cruda – non lasci il segno, aprendo gli occhi a chi per troppo tempo li ha indirizzati altrove (Fonte foto: Facebook)

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