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NEWS 29 Dicembre 2021    di Federica Di Vito

Suor Lucia Vitoria, dal laboratorio di chimica alla missione

Marta María da Silva, questo il nome di suor Lucia Vitoria, prima di consacrarsi al Signore ha avuto una grande carriera professionale come scienziata, in particolare presso il Laboratorio di doping di Lisbona. A cambiare la sua vita è stata la conversione avvenuta all’età di 23 anni, e chissà che i primi passi verso Dio non li abbia mossi proprio tra una formula scientifica e una provetta.

Ha conosciuto la Fraternità dell’Arca di Maria, che ha come missione portare il Cuore Immacolato al mondo intero come richiesto dalla Vergine a Fatima. Questo è il ruolo attuale di suor Lucia Vitoria, che intanto continua a formarsi all’Università della Santa Croce in Teologia Morale grazie a una borsa di studio del CARF. 

Questa la sua testimonianza: «Sono nata a Lisbona, in Portogallo, nel 1975. L’inizio della mia conversione è avvenuta quando avevo 23 anni, mentre stavo finendo il mio corso di Ingegneria Chimica. A quel tempo il mio progetto includeva esclusivamente essere un buon ingegnere, guadagnare bene e avere successo. Era proprio la vigilia del mio compleanno, quando per caso ho partecipato a un ritiro (per curiosità) e ho avuto il mio primo incontro con la persona di Gesù. Lì è cambiato radicalmente tutto nella mia vita».

Riferisce poi di aver sentito il desiderio di vivere questo incontro in comunione con dei gruppi di preghiera e di diffondere l’amore incontrato ai più bisognosi, «oltre a sviluppare queste attività e a impegnarmi in alcuni incarichi pastorali, ho lavorato per 6 mesi nell’industria degli antibiotici. Tuttavia, ho iniziato a sentire la necessità di dedicarmi a qualcosa di più grande. Per questo motivo ho deciso di non rinnovare il contratto e ho iniziato a lavorare al Laboratorio Doping di Lisbona, presso l’Istituto Portoghese dello Sport».

Per otto anni ha svolto quest’attività che lei definisce «appagante», pur riconoscendo che i beneficiari del suo lavoro fossero pochi, poiché limitati alla popolazione sportiva. «Avendo già seguito un percorso di discernimento vocazionale negli ultimi anni, e dopo aver conosciuto la Fraternità Arca de María nel 2007», continua suor Lucia Vitoria, «sono entrata a farne parte nel 2008. Sono rimasta molto colpita dal carisma di questa Fraternità, nata nel Cuore della Vergine Maria, come crediamo, per contribuire a realizzare il desiderio di Gesù manifestato a Fatima nel mese di luglio 1917: “Mio Figlio vuole stabilire la devozione al mio Cuore Immacolato nel mondo”».

Ci fa poi conoscere meglio il suo carisma missionario: «Questo carisma è un dono divino per ogni membro e per tutto il popolo di Dio. Diamo a Lui la nostra vita seguendo Cristo, come Egli ci propone nel Vangelo, vivendo e diffondendo la Consacrazione totale a Gesù per mezzo di Maria, sulla scia dello spirito di San Luigi Maria Grignion de Montfort. Dopo una prima tappa di formazione in Brasile (dove è stata fondata la comunità), sono stata inviata alla casa di missione in Italia, dove, insieme ad altri membri della comunità e laici locali, operiamo in attività missionarie legate al carisma».

Sottolinea anche la necessità di una formazione continua, lo spirito scientifico di ricerca l’ha accompagnata anche nella sua vita spirituale, «la Fraternità di cui faccio parte ha saputo individuare la necessità di una formazione catechetica più solida e completa, per poter curare con più cura il gregge di Cristo, sulle cui orme vogliamo camminare. Questa esigenza è stata confermata da una richiesta della Santa Sede, che raccomandava alla comunità di migliorare la dimensione formativa. È stato con cuore grato, quindi, che ho accettato una borsa di studio per conseguire un Bachelor in Teologia presso l’Università Cattolica di Petrópolis (Brasile). Proprio lì in Brasile, attraverso il mio professore di Teologia Morale, mi sono resa conto della qualità della formazione offerta dalla Pontificia Università della Santa Croce e, su suggerimento dello stesso professore, la mia comunità ha cercato con grandi sforzi di far sì che potessi continuare i miei studi di teologia a Roma».

Conclude ringraziando con speranzosa fiducia tutti coloro che lavorano nelle retrovie, il cui operato non è meno importante di chi è missionario in prima linea: «Le richieste finanziarie sono molto considerevoli ed è per questo che apprezzo sinceramente tutto l’aiuto del CARF – Centro Académico Romano Fundación – e di coloro che contribuiscono affinché le spese accademiche possano essere pagate più facilmente. Dio è fedele e ricompenserà riccamente tutto l’aiuto che hanno dato ai più bisognosi».

(Fonte)


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