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NEWS 29 Gennaio 2021    di Redazione

Un anno fa moriva Li Wenliang. Anche Biden chiede alla Cina chiarezza sulle origini del virus

Li Wenliang, 34 anni, padre di due figli (uno nato dopo la sua morte), dopo essere stato silenziato dalla polizia e minacciato dalle autorità, si è ammalato di Covid-19 ed è morto il 6 febbraio dello scorso anno. Li Wenliang aveva diffuso alcuni messaggi sui social già alla fine di dicembre. Ma le autorità e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) hanno atteso fino al 23 gennaio a proclamare l’emergenza nazionale. L’Oms addirittura dichiarerà la pandemia mondiale solo l’11 marzo, ricevendo da subito critiche perché ritenuta troppo succube alla Cina.

Li Wenliang non è l’unico ad essere stato silenziato dalle autorità cinesi. La dottoressa Ai Fen, che aveva lanciato l’allarme sul coronavirus già a dicembre, è scomparsa per un lungo periodo di tempo. La scrittrice Fang Fang, che ha tenuto un diario della vita a Wuhan durante il lockdown, è stata costretta al silenzio. L’attivista per i diritti umani Xu Zhiyong è imprigionato in una prigione segreta per “incitamento alla sovversione contro il potere dello Stato”. Dal febbraio 2020 non si hanno più notizie neanche di Xu Zhangrun e He Weifang, secondo i quali la mancanza di libertà di stampa ha favorito la propagazione del coronavirus. Lo scorso dicembre è stata condannata a 4 anni di prigione la giornalista Zhang Zhan, per aver diffuso dei reportage su Wuhan.

L’amministrazione Trump ha ripetutamente incolpato la Cina per la diffusione dell’epidemia. Il Dipartimento di Stato americano ha pubblicato il 17 gennaio, prima dell’insediamento del presidente Biden, un report dal titolo significativo: Fact Sheet: Activity at the Wuhan Institute of Virology. «Per più di un anno», inizia così il report, «il Partito Comunista cinese (PCC) ha sistematicamente impedito un’indagine trasparente e approfondita sull’origine della pandemia di Covid-19, scegliendo invece di dedicare enormi risorse all’inganno e alla disinformazione». In una una parte del documento si fa riferimento ai ricercatori del Wuhan Institute of Virology (WIV), il famoso laboratorio di Wuhan, primo epicentro noto della pandemia. Il governo americano «ha motivo di credere» che diversi scienziati del laboratorio fossero malati già nell’autunno 2019, ovvero prima del primo caso identificato della pandemia.

Anche il presidente Biden ha chiesto un’indagine internazionale approfondita e trasparente sulle origini della diffusione del Covid-19 e della pandemia: «E’ imperativo andare a fondo sulle cause dell’apparizione della pandemia in Cina», ha detto la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki


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