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NEWS 17 novembre 2017    
Un grande miracolo nel deserto egiziano per smentire i dubbi sull’Eucarestia

di Philip Kosloski
su «Aleteia»

 

Nel III e nel IV secolo, molti uomini e molte donne sono stati ispirati dall’esempio di un umile eremita ora noto come Sant’Antonio Abate e hanno lasciato tutto ciò che avevano per condurre una vita di preghiera e contemplazione nel deserto egiziano.

Uno dei centri principali di questo tipo radicale di esistenza monastica era un’area nota come Scetis, situata nella zona nord-occidentale del delta del Nilo. Secondo un antico documento intitolato Detti dei Padri del Deserto, in quella comunità viveva un monaco che aveva dei dubbi sulla presenza di Gesù nell’Eucaristia a Messa.

Avrebbe detto agli altri monaci: “Il pane che riceviamo non è davvero il Corpo di Cristo, ma un simbolo di quel Corpo”. Constrastato da alcuni membri della comunità monastica replicò: “Senza prove non cambierò idea”.

Durante una Messa domenicale in cui il monaco stava pronunciando le parole di consacrazione sull’Ostia eucaristica, tra le sue mani al posto del pane consacrato apparve un bambino. Il monaco capì che il bambino era Gesù, e mentre se lo accostava alla bocca tornò ad essere ostia. Di fronte a questo miracolo inaspettato, il monaco dichiarò: “Signore, credo che il Pane sia il Tuo Corpo, e che nel calice ci sia il Tuo Sangue”.

Questo miracolo ci ricorda un legame simile che molti uomini e donne santi hanno espresso nel corso dei secoli. Credevano che ogni Messa fosse come Natale, quando Cristo scende dal cielo per venire sui nostri altari. In questo modo, ogni giorno è un giorno di Natale, in cui Gesù Cristo “abita tra noi” nelle sembianze del pane.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

 

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