sabato 13 aprile 2024
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Ungheria, maxi multa alla libreria che vende libri Lgbt per bambini
NEWS 19 Luglio 2023    di Federica Di Vito

Ungheria, maxi multa alla libreria che vende libri Lgbt per bambini

Mentre qui in Italia fioccano nelle librerie le sezioni Lgbt a suon di unicorni e maschietti coi tutù rosa, qualcuno in Ungheria dovrà pagare le conseguenze dell’indottrinamento ideologico al quale sono costretti i bambini oggi. La protezione dei consumatori dell’Ufficio governativo di Budapest ha imposto a Líra Kereskedelmi Kft. una multa da 12 milioni di forint, (pari a 32.000 euro), per violazioni della protezione dei consumatori. L’autorità aveva indagato sulle condizioni di distribuzione delle pubblicazioni Heartstopper (Fülig Beléd Zúgtam – Szívdobbanás) nelle librerie gestite dalla società ed è stato rivelato che «i libri in questione raffigurano l’omosessualità e, nonostante questo, sono stati collocati tra la letteratura rivolta ai minori».

A noi può sembrare strano, perché ci pare oramai di non stare al passo coi tempi se non celebriamo il pride fin dalla prima infanzia, ma in Ungheria funziona diversamente. La società Líra e le sue librerie hanno infatti violato il decreto governativo del 2021 del primo ministro Orban emesso ai sensi della legge sulla protezione dell’infanzia, secondo cui tutti i prodotti per bambini che promuovono la riassegnazione di genere, l’omosessualità o la rappresentazione della sessualità non possono essere venduti vicino ad asili o scuole, né essere esposti nelle vetrine, ma solo in imballaggi chiusi. Della serie chi vuole se li compri pure, ma venga lasciato in pace chi invece desidera tenere i propri bambini alla larga da certi contenuti.

Feroci attacchi alla nuova legislazione non erano mancati, ovviamente. Secondo il Parlamento europeo la nuova legge ungherese avrebbe violato «i valori, principi e leggi dell’Ue». Il capo della Commissione europea Ursula von der Leyen aveva definito la legge «una vergogna». La comunità Lgbt poi si era subito messa dalla parte dei bambini dicendo che avrebbe frenato la libertà di parola e i loro diritti. Ci sarebbe da chiedersi da quando in qua i diritti dei bambini siano diventati l’accesso a materiale che inneggi alla genitalità e inculchi l’idea di essere nati in un corpo sbagliato, ma tant’è. E così mentre in Italia applaudiamo i passi da gigante che fa la scuola pubblica verso l’inclusività e chiniamo la testa di fronte alle vetrine arcobaleno, c’è chi sorveglia ancora sulla libertà dei bambini. Che andrebbero semplicemente lasciati in pace. (Fonte 1) (Fonte 2) (Fonte foto: Pexels.com)

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