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Usa, licenziato dal seminario perché propoganda l’aborto. La stampa s’indigna ma per la legge è legittimo
NEWS 26 Aprile 2023    di Raffaella Frullone

Usa, licenziato dal seminario perché propoganda l’aborto. La stampa s’indigna ma per la legge è legittimo

Ieri, 25 aprile, il quotidiano britannico Guardian titolava così: «Pilota che offriva voli gratuiti a donne per cure mediche, licenziato dal seminario». Già il lettore dal titolo poteva intuire che qualcosa non tornasse, un pilota che viene licenziato da un seminario? Che senso ha? E perché mai qualcuno dovrebbe licenziare un animo così generoso che offre voli a donne in difficoltà di salute? Peccato che le cose non stiano come il titolo porti ad immaginare.

La vicenda riguarda Greg Williams, un quarantenne che lavorava come docente di greco e latino al St. Joseph Seminary College a Saint Benedict, in Lousiana. Fondato nel 1891, il seminario è gestito dai monaci benedettini dell’Abbazia di Saint Joseph e dalle diocesi delle province ecclesiastiche di New Orleans e Mobile. Da quasi 15 anni inoltre, Williams ha il brevetto da pilota e da due fa volontariato in una realtà che si chiama Pilots for Patients, ovvero Piloti per i Pazienti, un’associazione che offre voli gratuiti ai pazienti per recarsi in luoghi per trattamenti medici non altrimenti disponibili nella loro zona degli Stati Uniti. Che cosa è successo dunque?

Qualche settimana dopo che la Corte Suprema degli stati uniti ha ribaltato la sentenza Row vs Wade cancellando il diritto federale all’aborto, Williams ha postato sulla sua pagina Facebook un messaggio in cui lasciava chiaramente intendere che lui sarebbe stato disponibile ad aiutare le donne intenzionate ad abortire facendole volare insieme a lui verso stati in cui le maglie per l’interruzione della gravidanza rimanevano molto large.  «Se qualche donna ha bisogno di fare un viaggio imprevisto dal sud verso, diciamo, l’Illinois o il New Mexico o la Virginia per motivi che non sono affari miei, posso fornire un trasporto aereo privato sicuro ad un prezzo conveniente». Il post non menziona esplicitamente l’aborto, sebbene Williams stesso, come riportato dal Guardian, riconosca che in effetti il messaggio menzionava gli stati che allora avevano agito per permettere alle donne di continuare ad interrompere la gravidanza.

Il 5 luglio 2022, circa una settimana dopo il suo post su Facebook, ha ricevuto una lettera dal rettore del seminario, padre Gregory Boquet in cui si leggeva: «il tuo post su Facebook ha sostenuto pubblicamente e deliberatamente una posizione contraria all’insegnamento ufficiale della Chiesa cattolica», motivo per cui è stato licenziato. Non si capisce bene dove starebbe la notizia quindi, dal momento che sia il buon senso che la policy della scuola – niente meno che preposta a formare i sacerdoti –  prevedono che il personale debba agire in coerenza con gli insegnamenti sia dell’ordine benedettino che dell’insegnamento della Chiesa cattolica. Il Guardian, Ça va sans dire, stigmatizza la decisione del rettore rimarcando come «la maggioranza degli americani creda che l’aborto debba essere legale nella maggior parte o in tutti i casi» come se – ammesso che sia vero – si tratti di una questione numerica.

Dalla parte del rettore c’è anche la legge. Infatti due avvocati di New Orleans appositamente consultati hanno sì affermato che il post di Williams si qualifichi come discorso politico e come tale sia protetto dalla Costituzione, ma gli stessi riconoscono che il seminario possa sostenere il suo diritto, altrettanto costituzionale, alla libertà religiosa, e che in questo caso prevalga.

Ma sarebbe bastato il buon senso. Ve lo immaginate un impiegato all’Associazione Coscioni che ad un certo punto cerca di impedire alle persone di andare in Svizzera per ottenere il suicidio assistito? O un dipendente della Lav – Lega anti vivisezione – che nel tempo libero fa il cacciatore? Come minimo sarebbe, legittimamente, cacciato. Via però. Come si dice in questi casi “severo, ma giusto”.

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