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NEWS 11 novembre 2016    
Vandana Shiva in Vaticano: ogni chiesa diventi un santuario di sementi; Coca Cola sia messa al bando

da Sir, 3 novembre

 

“È in corso una sorta di apartheid per separare gli esseri umani dalla terra. Tutti i problemi di oggi – povertà, desertificazione, carestie e fame, violenza, sfollati e profughi -, sono causati dall’ingordigia di alcuni, che hanno deciso di appropriarsi della terra e delle sue risorse”. Lo ha affermato oggi a Roma la leader ecologista e scienziata indiana Vandana Shiva, che ha aperto la seconda giornata di lavori del III incontro mondiale dei movimenti popolari, in corso al Collegio Maria Mater Ecclesiae fino al 5 novembre.

175 delegati di 100 movimenti da tutto il mondo si stanno confrontando su temi quali la democrazia e le lotte popolari, la terra e il rispetto dell’ambiente, le migrazioni. Al termine verrà stilato un documento finale con una serie di proposte, che saranno consegnate a Papa Francesco sabato, durante l’udienza in Vaticano. Attese migliaia di persone. “Se la terra è trattata come materia prima diventa deserto – ha detto l’attivista indiana -. La parola ‘umano’ deriva da ‘humus’ che significa: suolo fertile. Noi siamo ‘humus’, ma i potenti stanno cercando in tutti i modi di separarci dalla terra. Ogni spreco è effetto della separazione dalla nostra casa comune”.

Vandana Shiva ha ricordato che “nel 93% delle terre coltivate non vi sono più tutte le specie originarie, perché è in atto un processo di distruzione della biodiversità”. In India però, “siamo riusciti a salvare 120 sementi autoctone dall’accaparramento delle multinazionali”. “Sono grata a Papa Francesco – ha sottolineato – perché con il suo magistero sta cercando di porre rimedio ai danni compiuti negli ultimi 500 anni da questo sistema”. Ogni Chiesa, ha proposto, “dovrebbe diventare la sede per un santuario delle sementi”. Vandana Shiva si è detta stupita per aver visto “preti che bevono Coca Cola nel refettorio” (nel collegio Mater Ecclesiae risiedono molti preti e seminaristi): “Dovrebbe essere messa al bando in Vaticano”. “Non sapevo quanto fosse dannosa – ha precisato – finché non ho scoperto che per ogni litro di Coca Cola una tonnellata di acqua viene distrutta. Nel 2002 insieme a 500 donne abbiamo lottato contro l’insediamento di uno stabilimento in India che distruggeva il territorio. Dopo due anni ha chiuso”. Vandana Shiva si batte anche per promuovere un’alimentazione sana: “Il 55% delle malattie sono collegate ad una alimentazione industriale, all’uso eccessivo di junk food: non dobbiamo né produrre né mangiare questo cibo criminale”, ha concluso.

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