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NEWS 10 Gennaio 2022    di Redazione

Vescovo Munilla: «Tu non sei Dio». Compendio su gnosticismo e New Age

Il vescovo spagnolo José Ignacio Munilla, attualmente l’amministratore apostolico di San Sebastián, in una recente conferenza mette in guardia i fedeli su gnosticismo e New Age , fenomeni che non esistono solo al di fuori della comunità credente, ma anche all’interno della Chiesa , sia nella teologia che nella spiritualità e nella pastorale.

La conferenza, tenuta il 4 gennaio 2022, è intitolata “Metastasis del Gnosticismo en el siglo XXI. Convergenza tra New Age e razionalismo, infiltrate nella spiritualità cattolica” (vedi sotto il video integrale della conferenza postato su Youtube). Di seguito pubblichiamo una nostra traduzione di lavoro sui passaggi più interessanti riportati dal portale Infocatolica.

IL RISCHIO DEL RAZIONALISMO

Sebbene la New Age e il razionalismo sembrino molto diversi, hanno una confluenza. «Il razionalismo modernista, nella sua influenza all’interno della fede cristiana, ha cercato di tradurre l’immagine di Dio nelle categorie della cultura attuale, eliminando o reinterpretando tutto ciò che stride alla sensibilità attuale». Un tentativo che in ultima analisi, dice Munilla, finisce per negare i misteri della fede, che vengono reinterpretati a partire dalle categorie mondane, svuotando questi misteri di contenuto.

UNA RIVELAZIONE RELATIVA

«Alcuni teologi hanno cercato di reinterpretare la rivelazione» con la chiave per cui si «impara a scoprire la verità che è dentro di te». La rivelazione, così intesa, sarebbe come una levatrice che aiuta a far nascere la verità di Dio nell’uomo, senza valutare che essa innanzitutto viene “da fuori”, direttamente da Dio. La conseguenza diretta è chiara: «allora ci sono tante rivelazioni quante sono le persone». Così, «se non c’è rivelazione oggettiva, se Dio non è venuto a parlarci… tutte le religioni sono ugualmente valide, o invalide». Prevale una spiritualità indistinta.

IL CUORE DELLA NEW AGE

In questo contesto, il vescovo afferma che la New Age presupporrebbe «una confluenza di tutte le religioni» in una spiritualità comune in termini di interiorizzazione: «quello che ti aiuta a interiorizzare te stesso, ad entrare di più in te stesso, va bene. La chiave è ritrovare se stessi, raggiungere la pace, rilassarsi, avere un’armonia cosmica». Lo puoi fare «forse con un po’ di yoga, con lo Zen, con il Reiki… puoi aiutarti a interiorizzare, o forse con il Vangelo, forse con il Corano… questo è un po’ secondario; l’importante è che ognuno veda ciò che lo aiuta a cercare quel tipo di rilassamento e di armonia cosmica».

DEBOLI FILOSOFIE ALLA BASE

Lo gnosticismo, tra l’altro, si basa su «errori filosofici come il panteismo e l’immanentismo». Si dice che «Dio non è altro che te stesso», aggiungendo poi che «l’obiettivo è raggiungere l’unità con il cosmo, fondersi con l’Assoluto, cancellare i limiti tra Dio e la creatura». Alla fine, queste concezioni gnostiche chiamano a superare la concezione personale della divinità: «Dio è un’energia, è il Tutto». Non solo, «si fa ancora un passo: Dio sei tu» , lasciando dietro di sé ogni idea personalistica di incontro tra un me e un Tu.

Per questo, continua, «lo gnosticismo si muove come un pesce nell’acqua Delle filosofie orientali che non credono in un Dio personale, ma in un’energia». Il vescovo ammette che questo è logico nel buddismo, per esempio, ma «nel cristianesimo è assolutamente stridente con i nostri concettI».

E coglie l’occasione per chiarire qualcosa che è motivo frequente di confusione: le affermazioni di unione con la divinità da parte dei mistici cristiani: «Santa Teresa di Gesù o san Giovanni della Croce , quando hanno quelle espressioni mistiche per cui anima e Dio si fondono e si uniscono nel matrimonio spirituale, non stanno affatto negando l’essere personale di Dio».

Eresie come lo gnosticismo «sembrano essere filosofie occulte che solo menti privilegiate e astratte sono in grado di comprendere».

SPUNTI PER SMASCHERARE IL GROVIGLIO GNOSTICO

  • «Per lo gnosticismo Il peccato è inammissibile. (…) Se non c’è un Dio trascendente diverso da te, come puoi offendere Dio? Non ha senso». Al contrario, «per lo gnosticismo il peccato è la mancanza di autocoscienza»;
  • «L’uomo non ha bisogno di essere salvato; l’uomo si salva [da solo]. Cristo non è venuto a salvarci». Infatti: «saremo salvati nella misura in cui diventiamo consapevoli di essere Dio , di avere piena consapevolezza di noi stessi». L’essere seguace di Gesù Cristo, in chiave gnostica, è «un mero palcoscenico» – poiché «potrebbero essercene altri» – per realizzare il proprio personale processo di interiorizzazione. La preghiera quindi diventa non più «un dialogo, ma una ricerca del silenzio, del rilassamento interiore… è un monologo , non è un dialogo»;
  • nello gnosticismo «non esiste tale trascendenza; tutto è immanenza». Così, «riesce a confondere il naturale e il soprannaturale». È qualcosa che accade, ad esempio, negli esercizi di yoga , quando «si dice: devi aprire i chakra , devi far fluire la kundalini , una specie di energia interiore che esce da noi e si unisce all’energia cosmica» . Al che il vescovo spagnolo risponde: «anche se questo fosse vero… ciò non ha nulla a che vedere con il soprannaturale, con il dono dello Spirito Santo»;
  • «Un altro errore dello gnosticismo e del New Age», prosegue, «è dimenticare la ferita che anche il peccato originale ha lasciato nella natura». I cristiani contemplano le impronte di Dio nella realtà creata, ma devono stare attenti a «fuggire dal fascino della natura, non trasformarla in idolatria»;
  • «Questi estremi gnostici sono molto più presenti di quanto sembri» nella Chiesa. «Uno di questi è il divorzio tra Teologia e santità», invece, ricorda monsignor Munilla «la teologia, o è inginocchiata, o è gnostica».

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