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NEWS 30 agosto 2020    di Redazione
Il vescovo di Pavia Sanguineti avverte: «Cresce la disaffezione alla Messa»

«È cresciuta la disaffezione alla Messa, gesto fondamentale della fede, e rischiamo d’essere un popolo sempre più disperso». Corrado Sanguineti, vescovo di Pavia, parla nella solennità di sant’Agostino, copatrono della diocesi, dalla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro che che ospita le spoglie di uno dei più grandi dottori della Chiesa. Ripercorre i mesi passati: «A causa della pandemia, da cui non siamo ancora pienamente usciti, per più di due mesi abbiamo celebrato le Messe senza la presenza dei fedeli, e dal 18 maggio, abbiamo ripreso a celebrare l’Eucaristia con la gente, dovendo attenerci a varie misure di precauzione.

In questi mesi, nel rivivere la gioia delle celebrazioni con i fedeli, stiamo soffrendo, non solo nella nostra Diocesi, ma in tutta Italia, una vistosa assenza di famiglie con i bambini, di ragazzi e giovani, di anziani ancora timorosi. Proprio mentre avremmo voluto riscoprire l’Eucaristia come cuore della Chiesa, abbiamo sperimentato un tempo prolungato, forse anche troppo, di messe senza popolo, con la fatica di tenere insieme le comunità nell’impossibilità di gesti e appuntamenti consueti».

Il vescovo non esita a parlare di «disaffezione alla Messa» e invita a un esame di coscienza: «Siamo umilmente sinceri: si riempiono le piazze della movida, i luoghi di vacanza e di divertimento, ed è comprensibile un desiderio di svago, di tempi più sereni, condivisi in famiglia e con amici. Ma non sono in molti a sentire la necessità di venire a Gesù, d’incontrarlo alla mensa della Parola e del Pane di vita, e tutto ciò ci deve interrogare come pastori, come Chiesa: le circostanze di questo tempo fanno venire alla luce una povertà di fede nel vissuto di tanti e ci chiedono, come comunità cristiana, di lasciarci provocare e purificare nel nostro modo d’essere e di testimoniare la vita secondo il Vangelo. Quanto abbiamo bisogno di tornare all’Eucaristia, di riscoprire questa sorgente di grazia! Quanto è essenziale per una comunità che voglia davvero vivere e alimentare la sua fede, celebrare insieme, come popolo di Dio, raccolto attorno al suo Signore!»

E proprio all’Eucarestia monsignor Sanguineti dedica la seconda parte della sua omelia: «È la Chiesa che fa l’Eucaristia, perché se non ci sono dei battezzati, credenti nel Risorto, che si raccolgono insieme, intorno al ministro che presiede in nome e in persona di Cristo, non c’è Eucaristia, viene a mancare chi la celebra, chi la riceve, chi l’adora. Ma più profondamente, è l’Eucaristia che fa la Chiesa, che la edifica come corpo vivo del Signore, che nutre e trasforma la nostra vita di credenti. Una comunità che non celebrasse più o che vivesse l’Eucaristia con trascuratezza, con superficialità, senza coscienza del dono immenso posto nelle sue mani, ben presto si ritroverebbe inaridita e sterile, magari piena di attività, ma priva del cuore che pulsa la vera vita».

Il pastore di Pavia torna a sant’Agostino nel giorno della sua festa e chiude con una esortazione: «Da lui, dalla sua vita che si è lasciata plasmare e trasformare in un dono d’amore a Cristo e al suo popolo, proprio dal sacramento eucaristico, impariamo a ripartire sempre, nel nostro cammino personale e di comunità, dall’Eucaristia, soprattutto in questo tempo ancora carico d’incertezza e di preoccupazioni, aiutiamo le nostre famiglie, i bambini e i ragazzi, i giovani e gli anziani, a riscoprire la gioia di poter stare a mensa con Cristo, ricevendo il pane sostanzioso e insostituibile della sua parola e del suo corpo, offerto per noi e donato a noi: “Mistero di amore! Simbolo di unità! Vincolo di carità! Chi vuol vivere, ha dove vivere, ha di che vivere. S’avvicini, creda, entri a far parte del Corpo, e sarà vivificato” (Commento al vangelo di Giovanni 26, 13). Amen!»


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