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NEWS 3 novembre 2016    
Wang Shiqian, dall’ateismo della Cina comunista al cattolicesimo di spiritualità  ignaziana

Giovane, dinamica, attenta alle richieste dei giovani a lei affidati, Wang Shiqian (王世芊小姐) è nata a Taipei in una famiglia che via via si è avvicinata alla comunità cattolica. Ha un fratello maggiore; suo papà lavorava nel governo centrale, la mamma lavorava come impiegata. Papà e mamma erano nati entrambi nel continente e nessuno dei due proveniva da una famiglia di tradizione cristiana. Ecco la sua storia.

di Wang Shiqian

 

Mia mamma è arrivata a Taiwan quando aveva cinque anni. La sua famiglia a Keelung (基隆市) si è avvicinata al catechismo proposto da un sacerdote cattolico anch'egli proveniente dalla Cina popolare. E così l’intera famiglia si è fatta battezzare.

Mio papà non apparteneva alla comunità cattolica, non seguiva una religione particolare, poi ha sposato mia mamma e con il nostro influsso, mio e di mio fratello, si è avvicinato al cattolicesimo e ha scelto anche lui di farsi battezzare.

Mio fratello è stato battezzato appena nato, io invece avevo quattro anni. Mia mamma mi ha addirittura chiesto se volevo essere battezzata.

 

Quando ero piccola ho cominciato a frequentare la parrocchia della Sacra Famiglia a Taipei, era divertente partecipare alle attività parrocchiali. C’erano molte feste, molte escursioni e anche le messe per i bambini e per i ragazzi mi sembravano divertenti. I catechisti sapevano comunicarci la fede in maniera spontanea, adatta alla nostra età.

A me e ai miei amici piaceva fare il servizio per le persone sole e per gli ammalati. Ricordo la signora Sun e il parroco che ci facevano capire l’importanza dello stare insieme alla gente sola. Inoltre, nella comunità cristiana, grazie alla presenza di molte persone provenienti da altre parti del mondo, avevamo la possibilità di incontrare gente di culture e paesi diversi, come tutti i missionari e i loro amici.

Poi sono cresciuta e ho frequentato l’università FuJen (輔仁大學) dove ho studiato sociologia: il mio primo lavoro è stato in parrocchia, solo per sei mesi aiutando padre Gino Picca (王秉鈞神父) ad ottimizzare l’organizzazione del suo ufficio di segreteria.

Dopo ho lavorato in altre aziende. A me è sempre interessato lavorare in un clima di amicizia e di dedizione, non ho mai scelto una professione per lo stipendio o per i vantaggi che poteva portare. A mio modo di vedere, il vantaggio più grande è quello di potersi aiutare a vicenda e di sentirsi una comunità, di creare delle amicizie solide e durature.

Poi ho accettato la proposta di guidare i giovani del Magis qui alla parrocchia del Sacro Cuore, mettendo in rete i giovani di Taiwan. Questo mi dà la possibilità di lavorare a livello internazionale, con tutta la rete Magis dei giovani legati alla spiritualità ignaziana. Infatti il Magis è il movimento per adolescenti e giovani legato alla rete mondiale dei gesuiti, è presente in quasi tutte le parrocchie e scuole della compagnia di Gesù.

La stragrande maggioranza dei giovani che avviciniamo non sono cattolici, hanno un retroterra buddista o taoista, oppure sono cresciuti in famiglie senza particolare sensibilità religiosa. Questo ci permette di proporre il nostro messaggio in maniera disinteressata.

Quello che mi piace di più sono le attività di preghiera, perchè in quelle situazioni si vede la profondità dei ragazzi e dei giovani che scoprono una nuova dimensione: appunto la preghiera, il dialogo con Dio. Spesso nei giovani c’è molta sofferenza che non trova soluzioni se non in un questo rapporto con Dio che è l'unico che li può guarire. In questi anni mi è apparso sempre più chiaro che conoscere se stessi è la cosa più importante per i giovani, e dopo tanti incontri con loro ho capito che quando incontrano Dio si apre per loro tutto un nuovo mondo, un mondo di speranze contrapposto alle strade senza uscita a cui sono abituati, o al mondo di competizione che spesso genera insoddisfazione. Dio viene incontro alle domande più profonde e alla sete di risposte che ognuno ha dentro di sè.

Tra le persone che mi hanno accompagnato nella mia crescita di fede, dalla mia fanciullezza al mio matrimonio, anzitutto direi padre Paul Sun (孫柔遠神父), che per me è stato molto importante. Eravamo molto giovani, lui non era ancora prete e frequentava la mia stessa parrocchia. Mi ha aiutato a capire ancora di più il senso della nostra fede, le aspirazioni che avevo dentro di me. Mi ha accompagnato nello scoprire la fonte di libertà generata dalla fede cristiana.

Anche la signora Sun (孫小姐), che quando ero piccola mi ha accompagnato con entusiasmo.

Tutto è cresciuto sulle fondamenta che mia mamma e mia nonna hanno posto  vivendo con semplicità la fede cristiana: seguire Gesù e vivere le attività parrocchiali era per loro una cosa naturale, e hanno comunicato a me e a mio fratello il gusto dell’appartenenza a una comunità.

Poi mia mamma si è ammalata, e a quel punto mio papà ha cominciato a interrogarsi ancora di più al senso della vita e ha scelto anche lui di farsi battezzare.

Fra le esperienze che ricordo con maggior gratitudine vi è il senso di appartenenza e di festa che si vivono nella comunità cristiana. Io ho avuto la fortuna di partecipare con i nostri ragazzi a cinque Giornate mondiali della gioventù. La prima a Roma nel giubileo del 2000, poi in Germania, poi le ultime tre col Magis in Australia, Brasile e quest’anno in Polonia. Vivere il cammino di fede con giovani di ogni continente accompagnati dal papa in persona ha rafforzato ogni volta la mia vita di fede e l'unione della nostra comunità.

(Ha collaborato Xin Yage)

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