Conversioni
Sostenibilità
La Chiesa anglicana senza fedeli… pensa alle caldaie «sostenibili» per le parrocchie
Solo lo scorso anno due caldaie a gas difettose sono state sostituite con altre nuove al costo di 18.200 sterline presso la Christian Church Chineham, a Basingstoke, nell’Hampshire
07 Gennaio 2026 - 12:10
(Imagoeconomica)
Apprendiamo dal Sunday Telegraph che per disposizione della Chiesa anglicana d’Inghilterra una parrocchia dovrà smantellare delle caldaie a gas nuove di zecca perché non «sostenibili». L’anno scorso la Christ Church Chineham, a Basingstoke, nell’Hampshire, aveva sostituito due caldaie a gas difettose spendendo 18.200 sterline e ora si vede costretta a rimuoverle in virtù del dogma della transizione ecologica. Un tribunale ecclesiastico ha infatti decretato che la parrocchia non avesse «esplorato adeguatamente opzioni più sostenibili».
La Chiesa anglicana è da tempo perfettamente allineata con l’obiettivo tutto europeo di ridurre le emissioni di carbonio. Dopo il sinodo del 2020 si era infatti posta l’ambizioso obiettivo di azzerare le emissioni di carbonio nelle parrocchie entro il 2030. Le nuove regole in materia richiedono oggi alle chiese di ottenere un permesso di costruzione ecclesiastico e di dimostrare che non esistono alternative ecologiche valide prima di poter installare nuove caldaie a gasolio o a gas. La parrocchia di Basingstoke aveva installato le caldaie dopo aver commissionato una relazione a un ingegnere meccanico, membro della sua congregazione, il quale aveva riscontrato che le pompe di calore avrebbero richiesto «lavori estesi e invasivi» e sarebbero state molto più costose. Si era anche premunita di una relazione sull’Energy Savings Opportunity Scheme (Programma di opportunità di risparmio energetico) che aveva stimato il costo dell’installazione di pompe di calore a 62.000 sterline, raccomandando comunque la loro installazione prima della data obiettivo del 2030 per il raggiungimento dell’azzeramento delle emissioni nette. La chiesa ha invece scelto di installare caldaie a gas per un terzo del prezzo.
La decisione della parrocchia è arrivata all’attenzione del tribunale della diocesi di Winchester che ha definito le caldaie «indesiderate in quanto costringevano la chiesa a un uso significativo di combustibili fossili ben oltre il 2030». Ha commentato Cain Ormondryd, cancelliere della diocesi: «Se l’obiettivo 2030 significa qualcosa, è in chiese come questa che le soluzioni di riscaldamento sostenibili devono essere installate ora, no nel 2045 o successivamente». Nella sentenza emessa a ottobre il cancelliere ha così ordinato la rimozione delle caldaie entro tre anni per sostituirle come «una forma più sostenibile di riscaldamento prima della data obiettivo del 2030».
Mike Foster, amministratore delegato dell'Energy and Utilities Alliance (EUA), ha affermato che le caldaie a gas sono state «sacrificate sull’altare del culto delle pompe di calore» dalla Chiesa d'Inghilterra. «Spetta esclusivamente alla Chiesa d’Inghilterra spiegare ai propri parrocchiani che caldaie perfettamente funzionanti devono essere smantellate per mantenere l’immagine ecologica della chiesa», ha dichiarato al Telegraph. Secondo il Church Times, che aveva riportato la notizia nel novembre dello scorso anno, i lavori hanno riguardato tre caldaie. Tuttavia, aggiunge che durante il periodo di tre anni previsto per la loro rimozione è stata imposta una condizione che richiede la compensazione di tutte le emissioni di carbonio derivanti dal funzionamento delle caldaie a gas.
Questa non è la prima volta che emerge la questione della sostituzione delle vecchie caldaie delle chiese anglicane. Tuttavia, nei casi precedenti a questo sembra aver prevalso il buon senso, ad esempio a St Mary the Virgin, Dedham. Per quanto sia importante prendersi cura del creato a noi pare urgente sottolineare un aspetto: inchinarsi all’ecologismo favorirà l’uscita in massa dei fedeli - peraltro già in corso. La maggior parte delle chiese già vive una condizione di ristrettezza economica e se gli edifici non riusciranno ad affrontare i progetti infrastrutturali necessari per stare al passo con la transizione energetica verranno semplicemente abbandonati. Se solo si guardasse all’evangelizzazione e alla centralità di Cristo come all’ecologia, forse potremmo osservare fioriture inattese. E forse anche in casa cattolica è bene rammentarselo.













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