Venerdì 06 Marzo 2026

FALSI DIRITTI

Il Lussemburgo diventa il secondo Paese al mondo a mettere l'aborto in Costituzione

La macabra novità è stata introdotta con 46 voti favorevoli, 6 contrari e 2 astensioni

Il Lussemburgo diventa il secondo Paese al mondo a mettere l'aborto in Costituzione

(Ansa)

Ci siamo quasi, manca tanto così, perché quello che è stato definito il «riconoscimento di una lotta» da parte di Planned Parenthood diventi realtà. Stiamo parlando di quello che è accaduto a Lussemburgo, lo scorso 3 marzo, dove, dodici anni dopo la rimozione dell’aborto dal Codice Penale, si è votato a favore dell'inserimento della “libertà di aborto” addirittura nella Costituzione. Tuttavia, la procedura non è terminata, poiché in Lussemburgo una modifica alla Costituzione richiede due voti consecutivi, che devono svolgersi a  tre mesi di distanza. Per il secondo voto è richiesta anche una maggioranza di due terzi, e il voto per procura non è consentito.

La proposta di riforma, introdotta dal deputato Marc Baum (Déi Lénk), integra l'articolo 15 della Costituzione, che regola le libertà pubbliche. La dicitura dell’articolo dovrebbe diventare questa: «La libertà di ricorrere all'interruzione volontaria della gravidanza è garantita. La legge determinerà le condizioni in cui questa libertà sarà esercitata». Il testo pare sia stato il risultato di lunghe trattative politiche. Marc Baum entusiasta, ha parlato di un «segnale forte per l'autodeterminazione delle donne» e ha sottolineato che si tratta di «garantire questa libertà al massimo livello legale nel lungo termine».

Insomma, la Francia docet e in più, questa macabra mossa politica, si colloca nel contesto di sforzi più ampi a livello UE per estendere l'accesso all'aborto. Nel dicembre 2025, il Parlamento Europeo ha votato – con 358 voti contrari e 202 contrari e 79 astensioni – a favore della creazione di un fondo europeo per sostenere l'accesso all'aborto in tutta l'UE,  coprendo i costi di viaggio delle donne provenienti dagli Stati membri dove l'aborto è limitato. Tornando al Lussemburgo, la procedura non è ancora conclusa con il voto di oggi ma, se la riforma superasse la seconda fase di voto, il paese diventerebbe la seconda nazione al mondo a consacrare la “libertà di abortire” nella propria Costituzione, dopo la Francia. 

Non poteva mancare, l’esultanza di Planned Parenthood che in un comunicato ha dichiarato: «Questo voto non è solo un atto legale e istituzionale. È la memoria di generazioni di donne. È il riconoscimento di una lotta. È un impegno verso il futuro. È consacrare nella nostra Costituzione un fatto ovvio: i corpi delle donne appartengono a loro». Costituzionalizzare l’uccisione di un innocente, questa è l’Europa “dei diritti”: allora qualcosa – anzi purtroppo ben più di qualcosa – sta andando storto. Perché, se si arriva ad affermare che la morte di un essere indifeso possa essere considerata una “conquista”, allora, davvero, l’Europa sta perdendo prima la ragione e solo di conseguenza, la fede.

Perché l’affermazione di Planned Parenthood secondo cui «i corpi delle donne appartengono a loro», in gravidanza, evidentemente non funziona. I loro reni appartengono alle donne, così come i loro polmoni e tutte le altre parti del loro corpo, di cui,  possono fare sicuramente libero uso, ma la vita di un altro essere, solo perché si abbarbica timidamente nel loro grembo, evidentemente no, trattandosi di un individuo a parte. Perché la mia libertà, come si dice sempre, finisce dove inizia la libertà dell’altro.

La stessa cosa riguarda i “diritti”: il presunto diritto della donna a scegliere di portare avanti la gravidanza o meno finisce laddove comincia quello dell’esserino che porta in grembo a vivere, sperimentando, finalmente, anch’egli, sulla propria pelle, libertà e diritti. E non parliamo di assunti né dogmi di fede, perché per comprendere dei ragionamenti così logici al punto da sfiorare l’ovvio, occorre solo il retto uso della ragione.

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